L’Oasi Ca’ Granda tra suoni e storia nel Podcast “Ascoltami bene”

L’Oasi Ca’ Granda è protagonista del primo episodio di “Ascoltami Bene”, il podcast prodotto da Talking Nat dedicato al rapporto tra luoghi, suoni e benessere nelle città.

Un progetto editoriale che invita a riscoprire l’importanza dell’ascolto e della qualità dell’ambiente acustico, attraverso la scoperta di spazi capaci di offrire equilibrio, misura e benessere.

Un luogo di connessione tra città, natura e comunità

Nel podcast, l’Oasi Ca’ Granda viene raccontata come un luogo unico di Milano: una soglia tra città e campagna, dove natura, agricoltura e paesaggio convivono in equilibrio.

Situata a pochi chilometri dal centro della città, l’Oasi rappresenta un progetto promosso dalla Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, che ha trasformato un’area agricola in uno spazio aperto e accessibile a tutti, capace di coniugare tutela ambientale, fruizione pubblica e valorizzazione del territorio.

Il progetto si inserisce all’interno della gestione del più grande patrimonio agroambientale pubblico d’Italia – 8.400 ettari di terreni donati nei secoli al Policlinico di Milano – e ne rappresenta una sintesi concreta e visibile.

La voce della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda

All’interno dell’episodio a raccontare il progetto è la voce di Achille Lanzarini, Direttore Generale della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda.

L’Oasi nasce dalla volontà di rendere accessibile a tutti un patrimonio che affonda le sue radici nella storia della Ca’ Granda, l’Ospedale Maggiore di Milano (oggi Policlinico) fondato nel 1456, e di offrire uno spazio in cui sperimentare un modello integrato tra agricoltura, ambiente, paesaggio e comunità.

Un luogo in cui elementi spesso percepiti come contrapposti – produzione agricola, tutela ambientale e fruizione pubblica – trovano invece una possibilità concreta di coesistenza.

Un progetto di rigenerazione ambientale

Nel podcast viene raccontato anche il lavoro di rinaturalizzazione realizzato all’interno dell’Oasi:

  • la creazione di un lago e di una marcita
  • la piantumazione di un bosco
  • lo sviluppo di habitat dedicati alla biodiversità

Interventi della nostra Fondazione che hanno contribuito a trasformare l’area in un ecosistema complesso, capace di generare valore ambientale e al tempo stesso offrire un’esperienza diretta di contatto con la natura.

L’ascolto come esperienza di benessere

Uno degli elementi centrali del podcast è il tema dell’ecologia acustica: attraverso l’utilizzo dell’app Listen Responsibly, l’Oasi Ca’ Granda viene riconosciuta come uno spazio di equilibrio sonoro, in cui il paesaggio acustico contribuisce al benessere delle persone.

Un aspetto che rafforza ulteriormente il valore del progetto, confermandolo non solo come intervento ambientale, ma come luogo di esperienza e qualità della vita.

Un modello di valorizzazione del bene comune

La presenza dell’Oasi Ca’ Granda all’interno del podcast rappresenta un riconoscimento del valore del modello sviluppato dalla Fondazione: un approccio che, partendo dalla gestione responsabile del patrimonio, genera benefici per l’ambiente, per il territorio e per la comunità.

Un esempio concreto di come un bene donato nei secoli possa continuare a produrre valore oggi, in forme nuove e accessibili.

Il primo episodio di “Ascoltami Bene” è disponibile online.

https://talkingnat.it/serie/ascoltami-bene.html

Ascoltami Bene” è un podcast prodotto da Talking Nat in collaborazione con Amplifon.
Testi e voce narrante: Oliviero Grimaldi
Sound design: Andrea Loiacono

Per scoprire le attività all’aperto nel patrimonio della Ca’ Granda iscriviti alla newsletter.

Ca’ Granda: da 570 anni una storia di cura per tutti

Il 1° aprile 1456 nasceva la Ca’ Granda, l’Ospedale Maggiore di Milano, oggi Policlinico. Una storia che oggi continua anche grazie alla Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, che valorizza il patrimonio donato nei secoli per sostenere la cura, la ricerca e i beni culturali dell’Ospedale.

Fin dal suo inizio, infatti, la Ca’ Granda non è stata solo un luogo di assistenza, ma un modello unico: un ospedale capace di prendersi cura di tutti, senza distinzione, grazie a un patrimonio agricolo unico, uno dei più grandi d’Italia, che continua a generare valore per il bene comune.

Francesco Sforza, duca di Milano, ordina la fondazione dell’Ospedale Maggiore.

Ca’ Granda, una visione che unisce cura e comunità

La nascita dell’Ospedale Maggiore affonda le sue radici in una riforma profonda del sistema assistenziale milanese. Già nel 1448 l’arcivescovo Enrico Rampini aveva avviato un processo per unificare gli ospedali esistenti sotto un’unica amministrazione, con l’obiettivo di offrire una cura più organizzata ed efficace.

A questa visione si unisce la volontà di Francesco Sforza, che nel 1450, entrando a Milano, fece voto di costruire un grande ospedale dedicato alla Vergine Annunciata: un luogo “bellissimo, acconcio et più ornato che sia possibile“, capace di accogliere i più fragili.

Per la sua realizzazione fu coinvolto Antonio Averlino, detto il Filarete, che progettò un edificio innovativo per l’epoca, ispirato ai modelli più avanzati.

Pittore di scuola lombarda Papa Pio II consegna la bolla di fondazione dell’Ospedale Maggiore ai duchi di Milano, 1640 circa (olio su tela)

Il gesto fondativo: un dono per i più fragili

Il 1° aprile 1456 questa visione si traduce in un atto concreto: i duchi di Milano Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti donano beni e terreni per costruire un ospedale destinato ai poveri e agli ammalati.

È un passaggio fondamentale: la cura delle persone si lega fin da subito alla disponibilità di risorse dedicate, messe a disposizione per il bene comune.

Pochi giorni dopo, il 12 aprile, viene posata la prima pietra della Ca’ Granda, con una cerimonia ricca di simboli legati alla vita e alla prosperità. Nel 1458, Papa Pio II conferma ufficialmente la nascita dell’istituzione, riconoscendone il ruolo centrale nella città.

Una tradizione di donazioni che attraversa i secoli

Da quel momento, la storia della Ca’ Granda si intreccia con quella della comunità milanese. Nei secoli, accanto all’attività di cura, si sviluppa una straordinaria tradizione di donazioni: terreni agricoli, cascine, chiese e un’abbazia lasciati all’Ospedale da benefattori con un obiettivo preciso, sostenere nel tempo la cura dei più fragili.

È così che nasce uno dei più grandi patrimoni agroambientali pubblici d’Italia: un patrimonio vivo, che non è solo eredità storica, ma strumento concreto per generare valore.

Campagna di Fallavecchia (MI)

“Abbiate cura di ciò che vi iè stato donato”

Oggi la Fondazione Patrimonio Ca’ Granda è chiamata a custodire e valorizzare questo patrimonio, mantenendo vivo il legame tra terra, comunità e cura.

Attraverso la gestione sostenibile delle terre, lo sviluppo agricolo, la tutela ambientale e i progetti sociali, questo patrimonio continua a generare risorse a sostegno dell’Ospedale Policlinico di Milano, contribuendo alla ricerca, alla cura e al benessere delle persone.

Non si tratta solo di conservare un’eredità, ma di farla vivere e crescere, adattandola alle sfide del presente.

Dalla terra alla cura, per il bene di tutti

A distanza di 570 anni, il senso originario della Ca’ Granda resta lo stesso: prendersi cura delle persone.

Oggi questa cura passa anche attraverso la valorizzazione di ciò che è stato donato, perché possa continuare a generare benefici per la collettività.

Il motto della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, “abbiate cura di ciò che vi è stato donato”, non è solo un principio, ma una responsabilità che attraversa i secoli fino ad oggi.

E che continua, ogni giorno, a trasformare un patrimonio in valore per tutti.

Scopri di più sul nostro sostegno al Policlinico

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La Ca’ Granda si vive Outdoor

Con la primavera ripartono gli appuntamenti Ca’ Granda Outdoor che con escursioni in natura, attività nelle fattorie didattiche, sport all’aperto, lucciolate, birdwatching e serate tra cultura, cibo e convivialità, offrono tantissime occasioni per scoprire e vivere le campagne della Ca’ Granda.

Ogni fine settimana vengono proposte iniziative rivolte a grandi e piccoli, per famiglie o gruppi da parte di guide escursionistiche ambientali, agricoltori, educatori e professionisti che sono grandi conoscitori e, soprattutto, amanti del territorio, in grado non solo di trasmettere tante preziose conoscenze ma far comprendere il valore del patrimonio naturale e della bellezza di goderne.

Impollinatori al lavoro – Foto: Giovanni Colombo

Il primo appuntamento è sabato 14 marzo con In cammino verso la primavera, un’escursione che parte da Morimondo per andare alla scoperta del paesaggio unico della Valle del Ticino e di tutta la sua ricchezza di storia e biodiversità. Inoltrarsi in queste terre che appartengono alla Ca’ Granda da secoli è un viaggio nel tempo e nella vita che si risveglia: i primi fiori di campo, i canti degli uccelli, la preparazione per le nuove semine.

Raccolta delle fragole – Foto: Filippo Tramelli

Il 14 e 15 marzo, all’Abbazia di Mirasole si inaugura la mostra Humilis Lana, sulla storia delle fibre tessili naturali del nostro territorio, con una visita guidata e il bellissimo laboratorio per piccoli e grandi Il filo magico, tra racconti ad alta voce e la creazione di bambole con i fili di lana colorata.

E poi, dal 2 aprile il campus di Pasqua allOasi Ca’ Granda per i bambini che durante le vacanze potranno trascorrere giornate all’aperto tra la scoperta della biodiversità e il lavoro nell’orto, per conoscere la natura e imparare divertendosi.

Percorsi tra le cascine – Foto: Daniela De Rosa

Gli appuntamenti vi accompagneranno fino all’estate, con i pomeriggi tra le libellule a caccia e le imperdibili notti a caccia di lucciole e ancora le visite guidate all’Abbazia di Mirasole con un suggestivo aperitivo al tramonto. E per chi preferisce esplorare questi luoghi in autonomia, in bici o a piedi, si possono trovare tanti suggerimenti di itinerari, agriturismi in cui pranzare, cascine in cui fare una spesa a km zero e molto altro.

Foto: Abbazia di Mirasole

Per saperne di più:

Il calendario degli appuntamenti Ca’ Granda Outdoor

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Un nuovo anno per la biodiversità nelle terre della Ca’ Granda

Anche nel 2025 nelle terre della Ca’ Granda abbiamo proseguito il monitoraggio della fauna, verificando in campo la presenza di uccelli, anfibi e insetti. Un lavoro che si è svolto con diverse uscite tra la primavera e l’autunno e ha permesso di raccogliere dati preziosi sullo stato di salute degli ecosistemi e sugli effetti dei cambiamenti ambientali, tra cui quelli positivi che ci attendiamo dove siamo intervenuti in questi anni per ripristinare gli habitat naturali.

L’Oasi Ca’ Granda. Foto: Giovanni Colombo

Grazie a questi monitoraggi è possibile osservare se gli animali si stanno adattando ai nuovi habitat, se nuove specie colonizzano un’area o se emergono criticità, come la riduzione delle popolazioni o l’arrivo di specie invasive.

All’Oasi Ca’ Granda di Milano ad esempio è ormai chiaro come il lago, con i piccoli stagni circostanti, sia un fattore di attrazione chiave per gli uccelli: abbiamo recensito 10 nuove specie rispetto all’anno scorso tra cui il Corriere piccolo. Complessivamente all’Oasi Ca’ Granda, tra anfibi, uccelli e insetti sono presenti oltre 100 specie.

Corriere piccolo. Foto: Giovanni Colombo

L’acqua sempre presente permette non solo la sosta dei migratori, ma anche la nidificazione e per gli anfibi, poi, è fondamentale per la riproduzione.

Raganella. Foto: Giovanni Colombo

Gli ambienti rinaturalizzati hanno bisogno di tempo per maturare e arricchirsi della presenza di nuove specie. Nell’area di Locate di Triulzi, lungo il Lambro, quest’anno è stato avvistato il Nibbio reale, una specie minacciata. I rapaci, al vertice della catena alimentare, ci raccontano di un ambiente ricco di prede perché adatto ad ospitare una grande varietà di specie, tra cui piccoli mammiferi, rettili e anfibi.

Nibbio reale. Foto: Giovanni Colombo

A Fallavecchia, frazione di Morimondo (MI), quest’anno ha nidificato l’Upupa, un uccello sempre più raro che ha deposto le sue uova in un buco del tronco di un vecchio salice. L’habitat prediletto da questa specie è una campagna ricca di ambienti diversi come prati, campi aperti e filari alberati. Proprio la presenza di fasce alberate, con piante vetuste e i giovani salici messi a dimora, insieme a pioppi e tigli assicurerà un rifugio a questi uccelli anche in futuro.

I nostri monitoraggi si concentrano su uccelli, insetti e anfibi, ma non mancano gli incontri con i mammiferi. Uno dei frequentatori delle terre della Ca’ Granda ha lasciato traccia del suo passaggio, si tratta del tasso. La presenza del tasso arricchisce l’ecosistema in termini di biodiversità, equilibrio ecologico e qualità ambientale: è un mesopredatore e ci dice che quell’ecosistema è ricco, equilibrato e funzionale.

Impronta di tasso. Foto: Giovanni Colombo

Gli habitat che abbiamo ricreata si rafforzeranno col tempo offrendo rifugio e cibo in modo stabile alle specie che vi si insediano e diventando più resistenti agli stress ambientali (ad esempio i periodi di siccità estrema).

Nei prossimi anni ci attendiamo in particolare una maggiore presenza di specie legate agli ambienti arbustivi, che si stanno pian piano accrescendo: con il graduale sviluppo e infittimento della vegetazione, infatti, questi habitat avranno le caratteristiche adatte alla nidificazione, all’alimentazione e alla sosta di numerose specie di uccelli, sia stanziali sia migratori.

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Ambrogino D’Oro 2025 al Presidente Marco Giachetti

Emozione e orgoglio hanno accompagnato la consegna dell’Ambrogino d’Oro a Marco Giachetti, presidente dell’Ospedale Policlinico di Milano e della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda. Il conferimento della massima benemerenza civica del Comune di Milano rappresenta un riconoscimento prestigioso a una visione capace di unire servizio pubblico, cultura, territorio e sostenibilità.

A sottolineare il valore di questo impegno è la motivazione ufficiale contenuta nell’Attestato:

Dal 2016 alla presidenza della Fondazione Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, interpreta il suo ruolo con generosità e competenza, coniugando senso pratico, spirito di servizio e sensibilità. Con sguardo esperto di architetto, guida il processo di realizzazione del nuovo nosocomio, un’opera visionaria e unica nella sua capacità di rigenerare il territorio sotto i profili urbano e sociale. Si deve anche al suo amore per la cultura, l’apertura al pubblico, nel 2019, del museo dedicato ai Tesori della Ca’ Granda, che raccoglie sei secoli di beneficenza milanese, mantenendo intatto il filo che unisce il patrimonio e la storia della medicina, di cui il Policlinico continua a essere un faro indiscusso. La determinazione nel guidare sfide anche complesse e il coinvolgimento delle Associazioni del territorio ne fanno una figura di riferimento“.

Un riconoscimento che include anche il prezioso contributo alla nostra Fondazione per la tutela e valorizzazione degli 8.500 ettari di terreni agricoli donati nei secoli alla Ca’ Granda. Un patrimonio pubblico unico in Italia che continua a generare valore per la collettività.

Al presidente Marco Giachetti vanno le congratulazioni più sentite da parte della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda per un’onorificenza che riconosce dedizione, visione e un profondo senso di responsabilità verso il bene comune.

Humilis Lana, la cultura trova casa nel patrimonio della Ca’ Granda

Metti un patrimonio secolare come quello della Ca’ Granda, un’abbazia medievale come Mirasole e una collezione assolutamente speciale di oggetti della cultura contadina del nostro passato, quella del Museo di Civiltà Contadina “Luisa Carminati”…

Il risultato è “Humilis Lana”, la mostra che si apre l’8 novembre 2025 e che racconta la vita contadina attraverso la storia delle fibre naturali e della loro lavorazione nelle comunità rurali del Basso Milanese del secolo scorso.

Foto: Museo di civiltà contadina “Luisa Carminati” 

La collezione nasce dal desiderio di Luisa Carminati, una maestra che negli anni ’70, vedendo dissolversi il mondo rurale a cui era legata, decise di raccogliere oggetti che ne mantenessero la memoria e di realizzare dei bellissimi disegni, grandi e colorati, per ritrarre i momenti di quella vita.

Un patrimonio ricco di significati ma privo di una sede espositiva che ha trovato casa alla Ca’ Granda.

Foto: Museo di civiltà contadina “Luisa Carminati” 

Questa mostra è frutto di una sinergia e del desiderio della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda di valorizzare il patrimonio agroambientale donato fin dal 1456 all’Ospedale Policlinico di Milano anche attraverso la cultura che rappresenta, inclusa quella del suo passato.

L’incontro con l’associazione che si prende cura di questa collezione così originale e la possibilità di ospitarla in uno spazio come l’Abbazia di Mirasole, da secoli centro di vita religiosa e di attività agricola, ha reso possibile questo progetto, caratterizzato da una forte valenza culturale e sociale.

Dove un tempo l’ordine religioso degli Umiliati si dedicava alla lavorazione della lana oggi riprende vita quel racconto, attraverso il lino e la seta, il lavoro a maglia e il ricamo ma anche la dote e il bucato, l’allevamento e la coltivazione da cui venivano ricavate le fibre naturali.

Foto: Museo di civiltà contadina “Luisa Carminati” 

La mostra è un’occasione non solo per osservare antichi telai o corredi, ma per cogliere il senso del lavoro manuale, della ricerca della bellezza, della cura per gli oggetti, della condivisione all’interno della comunità e della relazione con l’ambiente e le risorse naturali.

Un momento per riflettere su valori che non sono passati e che, come un diverso equilibrio tra uomo e natura, oggi dobbiamo ritrovare.

Foto: Abbazia di Mirasole

La mostra è realizzata dall’Associazione Amici di Carlotta e da Progetto Mirasole Impresa Sociale.

Aperture tutte le domeniche presso il chiostro dell’Abbazia di Mirasole. Per i dettagli clicca qui

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La Ca’ Granda, un capitale naturale

Il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato il 6° Rapporto sullo stato del Capitale Naturale in Italia che mette in evidenza come la natura, e cioè l’insieme di tutti gli organismi viventi, dell’aria, dell’acqua e delle risorse che ci offre, sia alla base del nostro benessere e per questo abbia un inequivocabile valore, anche economico.

I servizi ecosistemici che la natura ci fornisce sono essenziali alla vita: deteriorarli o peggio perderli è un rischio perché le funzioni a cui assolvono sono difficilmente se non impossibili da sostituire, basti pensare alla salute dei suoli o all’impollinazione fondamentali per l’agricoltura.

Impollinatori al lavoro – Foto: Giovanni Colombo

Nel nostro Paese ci sono ben 58 ecosistemi a rischio e sono sottoposte a pressione il 43% delle aree caratterizzate da ecosistemi naturali e seminaturali, per questo lo sforzo di interrompere la perdita di natura e anzi di ripristinarla deve essere di tutti:

“la nostra deve essere la prima generazione che lascia i sistemi naturali e la biodiversità in uno stato migliore di quello che ha ereditato”

Tra i progetti inclusi nel rapporto c’è la nostra Rete Ecologica Ca’ Granda: un grande intervento per rigenerare il capitale naturale con cui sono stati creati habitat e connessioni ecologiche indispensabili alla biodiversità e ai servizi ecosistemici.

Giovani alberi e campi fioriti all’Oasi Ca’ Granda – Foto: Valentina Sergi

Cuore del progetto è l’Oasi Ca’ Granda a Milano: un esteso podere che fino a pochi anni fa ospitava risaie oggi è arricchito di aree umide, prati fioriti, siepi, arbusti e alberi che ospitano uccelli, insetti, anfibi.

Un ambiente che ha conservato anche la sua storica vocazione agricola con un grande orto e un frutteto e che accoglie scuole e famiglie, in cui si apprende e in cui si può trascorre il tempo libero. Insomma, un simbolo dei tantissimi benefici che investire nella natura porta alle nostre comunità.

Riso grezzo – Foto: Irma Piccitto

Gli strumenti attuali permettono di valutare lo stato del nostro capitale naturale e ci offrono le indicazioni per investire nella sua tutela, perché necessario e lungimirante ma anche economicamente sostenibile.

Per assicurarci in futuro i benefici del capitale naturale dobbiamo salvaguardare le condizioni che li rendono possibili e quindi arrestare la perdita di biodiversità e scongiurare il collasso degli ecosistemi, puntando ad un sempre maggiore equilibrio tra le attività umane e i sistemi naturali.

Cicogna bianca – Foto: Giovanni Colombo

 

Per approfondire:

Il sesto Rapporto sullo stato del capitale naturale in Italia

Il Manifesto del capitale naturale

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Fondazione Patrimonio Ca’ Granda insieme a Invimit SGR per valorizzare i patrimoni agricoli pubblici

È stato siglato il 29 settembre 2025, presso gli uffici milanesi di Invimit SGR S.p.A., società di gestione del risparmio interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, un accordo di cooperazione con la Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, ente creato dall’Ospedale Policlinico di Milano per la gestione del proprio antico patrimonio rurale, frutto di sei secoli di donazioni.

La cooperazione si inserisce nel percorso avviato a marzo scorso con il protocollo d’intesa tra Invimit, INPSe AGEA per la valorizzazione dei terreni agricoli pubblici conferiti a un fondo immobiliare gestito da Invimit, che sarà progressivamente aperto all’apporto di altri soggetti pubblici. Con questo nuovo accordo, si rafforza la prospettiva di costruire un modello nazionale capace di unire tradizione agricola, innovazione gestionale e attenzione al territorio, anche attraverso l’impiego di tecnologie avanzate e pratiche sostenibili.

La scarsità di terreni coltivabili e la crescente domanda di prodotti ad alto valore come frutta secca, vino e olio stanno accrescendo l’interesse internazionale verso il patrimonio agricolo, scelto anche da investitori istituzionali per la capacità di offrire ritorni stabili e impatti ESG positivi. Con una gestione attenta – che investa in infrastrutture, irrigazione e pratiche colturali avanzate – il valore dei terreni può crescere sensibilmente.

In Italia questo potenziale è spesso frenato dalla ridotta dimensione aziendale e dalla scarsa capacità di investimento: l’aggregazione di grandi superfici e la capacità di mobilitare risorse, unite a una chiara visione strategica e a un elevato know-how, come in questo progetto, consentono di sviluppare progetti sostenibili ad alto valore aggiunto, rafforzati dal marchio Made in Italy, apprezzato a livello globale anche in campo agricolo.

La partnership mira a generare valore non solo in termini immobiliari, ma anche di capitale aziendale. Invimit SGR potrà avvalersi dell’expertise consolidata della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda nella gestione innovativa e sostenibile del più grande patrimonio agricolo pubblico d’Italia – costituito da 100 cascine e 8.500 ettari, di cui il 65% inserito in parchi e riserve ad alto valore ambientale – ed estendere così le proprie conoscenze nel settore agricolo.

La Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, dal canto suo, potrà ampliare le proprie competenze operative e strategiche confrontandosi con patrimoni agricoli di diversa natura e dimensione e sperimentando modelli di valorizzazione alternativi, anche basati su tecnologie avanzate per la gestione immobiliare.

“Dopo il protocollo d’intesa siglato a marzo scorso con INPS e AGEA, l’impegno di Invimit SGR per la valorizzazione dei terreni agricoli di proprietà pubblica prosegue con la collaborazione con la Fondazione Ca’ Granda. Siamo certi che l’importante expertise della Fondazione nella gestione degli asset agricoli sarà di grande supporto nella missione assegnataci di creare valore economico e sociale per la collettività” – dichiarano i vertici di Invimit SGR.

“Questo accordo – dichiarano Marco Giachetti, Presidente del Policlinico di Milano e della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, e Achille Lanzarini, Direttore Generale della Fondazione – nasce dallo stesso spirito di servizio che guida il nostro impegno per il Policlinico di Milano. Mettiamo volentieri a disposizione anche di altri soggetti pubblici l’esperienza maturata, nella convinzione che la collaborazione e la condivisione delle competenze siano la strada giusta per valorizzare il bene pubblico a beneficio della collettività”.


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Oasi Ca’ Granda: un dono verde per Milano dove la natura torna a crescere in città

A Milano sta nascendo un nuovo spazio rigenerativo che unisce natura, agricoltura e benessere: è l’Oasi Ca’ Granda, un progetto in piena evoluzione che già oggi sorprende per visione e concretezza.

Da giovedì 26 giugno 2025, l’Oasi accogliere il pubblico in via Ripamonti 428, per far scoprire a tutti un luogo che prende forma giorno dopo giorno e che si candida a diventare uno dei più originali spazi verdi e culturali della città.

Sarà possibile accedere in anteprima su prenotazione e scegliere tra diverse attività, tra cui, picnic agricoli, esperienze naturali ed emozionali che anticipano il futuro del progetto e iniziano a coinvolgere attivamente la cittadinanza nella nuova Oasi cittadina: uno spazio ancora in trasformazione che già oggi però consente di vivere in prima persona la visione del progetto, cogliendone le potenzialità.

Nei fine settimana gli ospiti potranno passeggiare tra i sentieri che si snodano nel verde e scoprire il paesaggio agricolo e naturalistico dell’Oasi – dove convivono oltre 70 specie animali e 400 varietà botaniche.

In aggiunta, i visitatori potranno gustare tra i filari degli alberi da frutto, nella piazza campestre o nell’anfiteatro agricolo, prodotti locali e coltivati nell’Oasi Ca’ Granda grazie ai principi della Food Forest, previa prenotazione online sul sito www.oasicagranda.it.

L’Oasi Ca’ Granda è stata ideata e avviata dalla Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, che valorizza in chiave innovativa l’antico patrimonio agroambientale di 8.500 ettari donato da benefattori all’ospedale Policlinico sin dal 1456, ed è gestita da Azienda Agricola Floresta che ne cura lo sviluppo, la fruizione e le attività sul campo, nel rispetto della sua vocazione agricola, ambientale e sociale.

Il progetto, realizzato anche con il contributo di Fondazione Cariplo, BCC Milano, DS Smith Charitable Foundation, si estende su 44 ettari in un territorio che fonde paesaggi agricoli autentici, biodiversità in crescita e storiche geometrie rurali. Piantumazioni recenti, colture sostenibili e primi habitat per la biodiversità, stanno già ridisegnando il paesaggio.

L’Oasi Ca’ Granda è un progetto strategico ed esemplare della nostra attività di valorizzazione che unisce agricoltura, ambiente e sociale. Un luogo dove le persone possono fare esperienza di accoglienza, benessere e bellezza. Oggi come sei secoli fa, la nostra missione è la stessa: la Ca’ Granda, una grande casa dove ognuno può rigenerarsi grazie all’armonia tra uomo, animali e natura”, ha dichiarato Achille Lanzarini, direttore Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, durante l’evento di pre-opening.

Oggi è un punto di arrivo per un lungo lavoro fatto da un team entusiasta e giovane, ma un punto di partenza per un nuovo modo di vivere la città e i suoi spazi. Non vediamo l’ora di poter accogliere il pubblico in uno spazio nuovo, da amare, rispettare e far crescere insieme”, è stato l’auspicio di Christian Russo, Floresta società agricola, all’evento di pre-inaugurazione.

Oasi Ca’ Granda è un invito a rallentare, respirare e riscoprire il legame autentico con la natura. L’Oasi Ca’ Granda è aperta dal giovedì alla domenica, dalle 18:00 alle 23:00.

Per maggiori informazioni visita il sito dell’Oasi Ca’ Granda e i canali social Instagram e TikTok per scoprire le attività.

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Per prenotare o contattare l’Oasi Ca’ Granda scrivi a: contatto@oasicagranda.it

Visite agli scavi archeologici di Sesto Calende (VA)

ALLA SCOPERTA DEL PASSATO

Visite guidate gratuite agli scavi archeologici dell’Oratorio di San Vincenzo

Un’occasione unica per esplorare da vicino il lavoro degli archeologi e scoprire i segreti nascosti delle terre della Ca’ Granda.

A Sesto Calende (VA), nei pressi dell’antico Oratorio di San Vincenzo, sono in corso, per il secondo anno consecutivo, importanti scavi archeologici condotti dal gruppo di ricerca ArcheoMemi dell’Università degli Studi di Milano.

L’area, oggi valorizzata dalla Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, fa parte del patrimonio che nei secoli è stato donato all’Ospedale Policlinico di Milano e che continua a restituire testimonianze preziose per ricostruire la nostra storia.

Già gli scavi del 2024 hanno permesso di scoprire strutture monumentali e ambienti di epoca tardoantica e altomedievale, tra cui un edificio ancora misterioso, tracce di sepolture e una corte articolata. Con i nuovi scavi del 2025 verranno portati alla luce nuovi tesori e scoperte.

Gli archeologi saranno a disposizione del pubblico nelle date previste per raccontare cosa è emerso dai nuovi scavi e il significato di queste scoperte.

Informazioni

Quando: tutti i mercoledì dall’11 giugno al 2 luglio 2025, alle ore 17:00 (in caso di forte maltempo la visita si svolgerà al chiuso)
Dove: terreni accanto all’Oratorio di San Vincenzo, via San Vincenzo 5, 21018 Sesto Calende (VA)
Costo: gratuito
Iscrizioni: presentarsi in loco nelle date e ore indicate
Organizzatore: ArcheoMemi

Avvertenze: questo evento è gestito autonomamente e direttamente dall’Organizzatore. Fondazione Patrimonio Ca’ Granda declina ogni responsabilità per danni a cose e/o persone che dovessero derivare dalla partecipazione all’evento.

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Photo Credit: Fondazione Patrimonio Ca’ Granda

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