Salvata la chiesa del XV secolo, trovati affreschi inediti

L’oratorio di San Rocco a Fallavecchia – un bene di proprietà pubblica donato da Papa Pio IV nel 1561 alla Ca’ Granda, come un tempo veniva chiamato il Policlinico di Milano – rinasce e viene restituito alla comunità, grazie al restauro curato dalla Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, a cui è affidata la valorizzazione del patrimonio rurale dell’Ospedale.

La piccola chiesa, preziosissima testimonianza architettonica e pittorica del XV secolo, era divenuta nel tempo inagibile a causa delle fragili fondamenta poggiate letteralmente sulla sabbia, con un rischio sempre più prossimo di crollo.

Dopo un lungo e delicato intervento di risanamento e restauro, questo antico luogo di preghiera, dedicato al santo protettore degli appestati, potrà nuovamente essere ammirato da tutti, diventando uno dei principali punti di interesse dell’Oasi Ca’ Granda.

La soddisfazione per questo risultato è ancora più grande considerati i tanti ostacoli inattesi che è stato necessario superare dall’inizio dei lavori nel 2020, tra cui: la precaria situazione strutturale, l’avanzato stato di ammaloramento interno, la sospensione dovuta al lockdown per Coronavirus, la successiva carenza di materiale edile.

Un lavoro complesso che ha riservato anche una felice sorpresa finale.

Il restauro ha infatti riportato alla luce preziosi affreschi del XVI secolo, rimasti finora celati da un posticcio controsoffitto: un pregevole ciclo pittorico inedito con affreschi di “San Rocco”, “San Sebastiano” e una “Crocifissione con Maddalena e san Giovanni Battista”, attribuiti alla bottega di Aurelio Luini, figlio di Bernardino.

L’oratorio di San Rocco è stato ufficialmente inaugurato e riaperto al pubblico domenica 11 settembre 2022, in occasione della festa patronale di Fallavecchia, con la presentazione dei lavori di restauro e la santa Messa.

Il progetto di recupero ha interessato anche il vicino oratorio di Santa Maria Addolorata presso la cascina di Coronate, dove nell’XI secolo si stabilirono i 12 monaci cistercensi francesi guidati dall’abate di Morimond in attesa della costruzione dell’abbazia di Morimondo da loro fondata.

Il costo complessivo del restauro curato da Fondazione Patrimonio Ca’ Granda dei due oratori è stato di 324.543 euro, finanziato dal Policlinico con il sostegno di Regione Lombardia.

Oratorio di San Rocco a Fallavecchia, note storiche

Costruito in posizione isolata rispetto alle abitazioni del borgo, l’oratorio di San Rocco a Fallavecchia, frazione di Morimondo (MI), è un piccolo gioiello che racconta la storia delle campagne lombarde e la vita delle persone che da secoli vi abitano.

L’oratorio proviene, come tutto il lotto di Fallavecchia, dai beni dell’Abbazia di Morimondo, donati all’Ospedale Maggiore di Milano da Papa Pio IV nel 1561. L’edificio fu costruito tra il XV e il XVI secolo ed è citato per la prima volta nella bolla papale con la quale il Pontefice donò i possedimenti dell’Abbazia alla Ca’ Granda, la “grande casa” dei milanesi, come veniva affettuosamente chiamato dalla popolazione l’antico Ospedale Maggiore di Milano, oggi Policlinico.

La prima menzione risulta dagli atti della visita pastorale di san Carlo Borromeo, vescovo di Milano, il 15 luglio del 1573. Presso l’oratorio si riuniva la Confraternita del SS. Sacramento, fondata da san Carlo nel 1574.

L’oratorio è caratterizzato da un impianto ad aula unica, con tetto a capanna e abside piatta, con murature ornate in cima da una fila di archetti pensili. Interessante la sobria cornice del portale a tutto sesto sormontato da un rosone frontale. La costruzione è affiancata da un campanile, anteriore al XVII secolo.

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