Un nuovo anno per la biodiversità nelle terre della Ca’ Granda

Anche nel 2025 nelle terre della Ca’ Granda abbiamo proseguito il monitoraggio della fauna, verificando in campo la presenza di uccelli, anfibi e insetti. Un lavoro che si è svolto con diverse uscite tra la primavera e l’autunno e ha permesso di raccogliere dati preziosi sullo stato di salute degli ecosistemi e sugli effetti dei cambiamenti ambientali, tra cui quelli positivi che ci attendiamo dove siamo intervenuti in questi anni per ripristinare gli habitat naturali.

L’Oasi Ca’ Granda. Foto: Giovanni Colombo

Grazie a questi monitoraggi è possibile osservare se gli animali si stanno adattando ai nuovi habitat, se nuove specie colonizzano un’area o se emergono criticità, come la riduzione delle popolazioni o l’arrivo di specie invasive.

All’Oasi Ca’ Granda di Milano ad esempio è ormai chiaro come il lago, con i piccoli stagni circostanti, sia un fattore di attrazione chiave per gli uccelli: abbiamo recensito 10 nuove specie rispetto all’anno scorso tra cui il Corriere piccolo. Complessivamente all’Oasi Ca’ Granda, tra anfibi, uccelli e insetti sono presenti oltre 100 specie.

Corriere piccolo. Foto: Giovanni Colombo

L’acqua sempre presente permette non solo la sosta dei migratori, ma anche la nidificazione e per gli anfibi, poi, è fondamentale per la riproduzione.

Raganella. Foto: Giovanni Colombo

Gli ambienti rinaturalizzati hanno bisogno di tempo per maturare e arricchirsi della presenza di nuove specie. Nell’area di Locate di Triulzi, lungo il Lambro, quest’anno è stato avvistato il Nibbio reale, una specie minacciata. I rapaci, al vertice della catena alimentare, ci raccontano di un ambiente ricco di prede perché adatto ad ospitare una grande varietà di specie, tra cui piccoli mammiferi, rettili e anfibi.

Nibbio reale. Foto: Giovanni Colombo

A Fallavecchia, frazione di Morimondo (MI), quest’anno ha nidificato l’Upupa, un uccello sempre più raro che ha deposto le sue uova in un buco del tronco di un vecchio salice. L’habitat prediletto da questa specie è una campagna ricca di ambienti diversi come prati, campi aperti e filari alberati. Proprio la presenza di fasce alberate, con piante vetuste e i giovani salici messi a dimora, insieme a pioppi e tigli assicurerà un rifugio a questi uccelli anche in futuro.

I nostri monitoraggi si concentrano su uccelli, insetti e anfibi, ma non mancano gli incontri con i mammiferi. Uno dei frequentatori delle terre della Ca’ Granda ha lasciato traccia del suo passaggio, si tratta del tasso. La presenza del tasso arricchisce l’ecosistema in termini di biodiversità, equilibrio ecologico e qualità ambientale: è un mesopredatore e ci dice che quell’ecosistema è ricco, equilibrato e funzionale.

Impronta di tasso. Foto: Giovanni Colombo

Gli habitat che abbiamo ricreata si rafforzeranno col tempo offrendo rifugio e cibo in modo stabile alle specie che vi si insediano e diventando più resistenti agli stress ambientali (ad esempio i periodi di siccità estrema).

Nei prossimi anni ci attendiamo in particolare una maggiore presenza di specie legate agli ambienti arbustivi, che si stanno pian piano accrescendo: con il graduale sviluppo e infittimento della vegetazione, infatti, questi habitat avranno le caratteristiche adatte alla nidificazione, all’alimentazione e alla sosta di numerose specie di uccelli, sia stanziali sia migratori.

Iscriviti alla Newsletter Ca’ Granda Outdoor