Emozione e orgoglio hanno accompagnato la consegna dell’Ambrogino d’Oro a Marco Giachetti, presidente dell’Ospedale Policlinico di Milano e della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda. Il conferimento della massima benemerenza civica del Comune di Milano rappresenta un riconoscimento prestigioso a una visione capace di unire servizio pubblico, cultura, territorio e sostenibilità.
A sottolineare il valore di questo impegno è la motivazione ufficiale contenuta nell’Attestato:
“Dal 2016 alla presidenza della Fondazione Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, interpreta il suo ruolo con generosità e competenza, coniugando senso pratico, spirito di servizio e sensibilità. Con sguardo esperto di architetto, guida il processo di realizzazione del nuovo nosocomio, un’opera visionaria e unica nella sua capacità di rigenerare il territorio sotto i profili urbano e sociale. Si deve anche al suo amore per la cultura, l’apertura al pubblico, nel 2019, del museo dedicato ai Tesori della Ca’ Granda, che raccoglie sei secoli di beneficenza milanese, mantenendo intatto il filo che unisce il patrimonio e la storia della medicina, di cui il Policlinico continua a essere un faro indiscusso. La determinazione nel guidare sfide anche complesse e il coinvolgimento delle Associazioni del territorio ne fanno una figura di riferimento“.
Un riconoscimento che include anche il prezioso contributo alla nostra Fondazione per la tutela e valorizzazione degli 8.500 ettari di terreni agricoli donati nei secoli alla Ca’ Granda. Un patrimonio pubblico unico in Italia che continua a generare valore per la collettività.
Al presidente Marco Giachetti vanno le congratulazioni più sentite da parte della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda per un’onorificenza che riconosce dedizione, visione e un profondo senso di responsabilità verso il bene comune.
Metti un patrimonio secolare come quello della Ca’ Granda, un’abbazia medievale come Mirasole e una collezione assolutamente speciale di oggetti della cultura contadina del nostro passato, quella del Museo di Civiltà Contadina “Luisa Carminati”…
Il risultato è “Humilis Lana”, la mostra che si apre l’8 novembre 2025 e che racconta la vita contadina attraverso la storia delle fibre naturali e della loro lavorazione nelle comunità rurali del Basso Milanese del secolo scorso.
Foto: Museo di civiltà contadina “Luisa Carminati”
La collezione nasce dal desiderio di Luisa Carminati, una maestra che negli anni ’70, vedendo dissolversi il mondo rurale a cui era legata, decise di raccogliere oggetti che ne mantenessero la memoria e di realizzare dei bellissimi disegni, grandi e colorati, per ritrarre i momenti di quella vita.
Un patrimonio ricco di significati ma privo di una sede espositiva che ha trovato casa alla Ca’ Granda.
Foto: Museo di civiltà contadina “Luisa Carminati”
Questa mostra è frutto di una sinergia e del desiderio della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda di valorizzare il patrimonio agroambientale donato fin dal 1456 all’Ospedale Policlinico di Milano anche attraverso la cultura che rappresenta, inclusa quella del suo passato.
L’incontro con l’associazione che si prende cura di questa collezione così originale e la possibilità di ospitarla in uno spazio come l’Abbazia di Mirasole, da secoli centro di vita religiosa e di attività agricola, ha reso possibile questo progetto, caratterizzato da una forte valenza culturale e sociale.
Dove un tempo l’ordine religioso degli Umiliati si dedicava alla lavorazione della lana oggi riprende vita quel racconto, attraverso il lino e la seta, il lavoro a maglia e il ricamo ma anche la dote e il bucato, l’allevamento e la coltivazione da cui venivano ricavate le fibre naturali.
Foto: Museo di civiltà contadina “Luisa Carminati”
La mostra è un’occasione non solo per osservare antichi telai o corredi, ma per cogliere il senso del lavoro manuale, della ricerca della bellezza, della cura per gli oggetti, della condivisione all’interno della comunità e della relazione con l’ambiente e le risorse naturali.
Un momento per riflettere su valori che non sono passati e che, come un diverso equilibrio tra uomo e natura, oggi dobbiamo ritrovare.
Foto: Abbazia di Mirasole
La mostra è realizzata dall’Associazione Amici di Carlotta e da Progetto Mirasole Impresa Sociale.
Aperture tutte le domeniche presso il chiostro dell’Abbazia di Mirasole. Per i dettagli clicca qui
Il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato il 6° Rapporto sullo stato del Capitale Naturale in Italia che mette in evidenza come la natura, e cioè l’insieme di tutti gli organismi viventi, dell’aria, dell’acqua e delle risorse che ci offre, sia alla base del nostro benessere e per questo abbia un inequivocabile valore, anche economico.
I servizi ecosistemici che la natura ci fornisce sono essenziali alla vita: deteriorarli o peggio perderli è un rischio perché le funzioni a cui assolvono sono difficilmente se non impossibili da sostituire, basti pensare alla salute dei suoli o all’impollinazione fondamentali per l’agricoltura.
Impollinatori al lavoro – Foto: Giovanni Colombo
Nel nostro Paese ci sono ben 58 ecosistemi a rischio e sono sottoposte a pressione il 43% delle aree caratterizzate da ecosistemi naturali e seminaturali, per questo lo sforzo di interrompere la perdita di natura e anzi di ripristinarla deve essere di tutti:
“la nostra deve essere la prima generazione che lascia i sistemi naturali e la biodiversità in uno stato migliore di quello che ha ereditato”
Tra i progetti inclusi nel rapporto c’è la nostra Rete Ecologica Ca’ Granda: un grande intervento per rigenerare il capitale naturale con cui sono stati creati habitat e connessioni ecologiche indispensabili alla biodiversità e ai servizi ecosistemici.
Giovani alberi e campi fioriti all’Oasi Ca’ Granda – Foto: Valentina Sergi
Cuore del progetto è l’Oasi Ca’ Granda a Milano: un esteso podere che fino a pochi anni fa ospitava risaie oggi è arricchito di aree umide, prati fioriti, siepi, arbusti e alberi che ospitano uccelli, insetti, anfibi.
Un ambiente che ha conservato anche la sua storica vocazione agricola con un grande orto e un frutteto e che accoglie scuole e famiglie, in cui si apprende e in cui si può trascorre il tempo libero. Insomma, un simbolo dei tantissimi benefici che investire nella natura porta alle nostre comunità.
Riso grezzo – Foto: Irma Piccitto
Gli strumenti attuali permettono di valutare lo stato del nostro capitale naturale e ci offrono le indicazioni per investire nella sua tutela, perché necessario e lungimirante ma anche economicamente sostenibile.
Per assicurarci in futuro i benefici del capitale naturale dobbiamo salvaguardare le condizioni che li rendono possibili e quindi arrestare la perdita di biodiversità e scongiurare il collasso degli ecosistemi, puntando ad un sempre maggiore equilibrio tra le attività umane e i sistemi naturali.
È stato siglato il 29 settembre 2025, presso gli uffici milanesi di Invimit SGR S.p.A., società di gestione del risparmio interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, un accordo di cooperazione con la Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, ente creato dall’Ospedale Policlinico di Milano per la gestione del proprio antico patrimonio rurale, frutto di sei secoli di donazioni.
La cooperazione si inserisce nel percorso avviato a marzo scorso con il protocollo d’intesa tra Invimit, INPSe AGEA per la valorizzazione dei terreni agricoli pubblici conferiti a un fondo immobiliare gestito da Invimit, che sarà progressivamente aperto all’apporto di altri soggetti pubblici. Con questo nuovo accordo, si rafforza la prospettiva di costruire un modello nazionale capace di unire tradizione agricola, innovazione gestionale e attenzione al territorio, anche attraverso l’impiego di tecnologie avanzate e pratiche sostenibili.
La scarsità di terreni coltivabili e la crescente domanda di prodotti ad alto valore come frutta secca, vino e olio stanno accrescendo l’interesse internazionale verso il patrimonio agricolo, scelto anche da investitori istituzionali per la capacità di offrire ritorni stabili e impatti ESG positivi. Con una gestione attenta – che investa in infrastrutture, irrigazione e pratiche colturali avanzate – il valore dei terreni può crescere sensibilmente.
In Italia questo potenziale è spesso frenato dalla ridotta dimensione aziendale e dalla scarsa capacità di investimento: l’aggregazione di grandi superfici e la capacità di mobilitare risorse, unite a una chiara visione strategica e a un elevato know-how, come in questo progetto, consentono di sviluppare progetti sostenibili ad alto valore aggiunto, rafforzati dal marchio Made in Italy, apprezzato a livello globale anche in campo agricolo.
La partnership mira a generare valore non solo in termini immobiliari, ma anche di capitale aziendale. Invimit SGR potrà avvalersi dell’expertise consolidata della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda nella gestione innovativa e sostenibile del più grande patrimonio agricolo pubblico d’Italia – costituito da 100 cascine e 8.500 ettari, di cui il 65% inserito in parchi e riserve ad alto valore ambientale – ed estendere così le proprie conoscenze nel settore agricolo.
La Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, dal canto suo, potrà ampliare le proprie competenze operative e strategiche confrontandosi con patrimoni agricoli di diversa natura e dimensione e sperimentando modelli di valorizzazione alternativi, anche basati su tecnologie avanzate per la gestione immobiliare.
“Dopo il protocollo d’intesa siglato a marzo scorso con INPS e AGEA, l’impegno di Invimit SGR per la valorizzazione dei terreni agricoli di proprietà pubblica prosegue con la collaborazione con la Fondazione Ca’ Granda. Siamo certi che l’importante expertise della Fondazione nella gestione degli asset agricoli sarà di grande supporto nella missione assegnataci di creare valore economico e sociale per la collettività” – dichiarano i vertici di Invimit SGR.
“Questo accordo – dichiarano Marco Giachetti, Presidente del Policlinico di Milano e della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, e Achille Lanzarini, Direttore Generale della Fondazione – nasce dallo stesso spirito di servizio che guida il nostro impegno per il Policlinico di Milano. Mettiamo volentieri a disposizione anche di altri soggetti pubblici l’esperienza maturata, nella convinzione che la collaborazione e la condivisione delle competenze siano la strada giusta per valorizzare il bene pubblico a beneficio della collettività”.
Se c’è una fattoria che è per tutti, ma proprio tutti, è la San Giuda! Incastonata tra Milano e Rozzano, è un angolo di campagna in città ma proprio campagna vera!
La fattoria didattica, accreditata dalla Regione Lombardia, propone laboratori e attività nell’orto, giochi ed esperienze adatti e fruibili anche dai bambini con disabilità o fragilità (DVA).
Si raccolgono i prodotti dell’orto e si fa conoscenza con gli animali da cortile, si esplora la campagna e si gioca come una volta, al tiro alla fune e a ruba bandiera. E c’è anche posto per l’arte e la cucina: la fattoria e la natura, infatti, offrono tutto ciò che serve per creare un’opera d’arte coloratissima o un delizioso impasto!
Avvertenze: l’attività descritta è gestita autonomamente e direttamente dall’Organizzatore. Fondazione Patrimonio Ca’ Granda declina ogni responsabilità per danni a cose e/o persone che dovessero derivare dalla partecipazione all’attività.
Fondazione Patrimonio Ca’ Granda annuncia la destinazione dell’ultimo finanziamento record per il progresso della ricerca scientifica, dell’umanizzazione delle […]
Studi scientifici hanno dimostrato che le caratteristiche psico-sociali degli spazi ospedalieri influenzano sia il benessere dei pazienti, migliorando […]
Nell’ambito della rassegna BookCity una stimolante tavola rotonda su “Agricoltura e Sostenibilità” con relatori d’eccezione. Durante l’evento sarà presentato […]
A Milano sta nascendo un nuovo spazio rigenerativo che unisce natura, agricoltura e benessere: è l’Oasi Ca’ Granda, un progetto in piena evoluzione che già oggi sorprende per visione e concretezza.
Da giovedì 26 giugno 2025, l’Oasi accogliere il pubblico in via Ripamonti 428, per far scoprire a tutti un luogo che prende forma giorno dopo giorno e che si candida a diventare uno dei più originali spazi verdi e culturali della città.
Sarà possibile accedere in anteprima su prenotazione e scegliere tra diverse attività, tra cui, picnic agricoli, esperienze naturali ed emozionali che anticipano il futuro del progetto e iniziano a coinvolgere attivamente la cittadinanza nella nuova Oasi cittadina: uno spazio ancora in trasformazione che già oggi però consente di vivere in prima persona la visione del progetto, cogliendone le potenzialità.
Nei fine settimana gli ospiti potranno passeggiare tra i sentieri che si snodano nel verde e scoprire il paesaggio agricolo e naturalistico dell’Oasi – dove convivono oltre 70 specie animali e 400 varietà botaniche.
In aggiunta, i visitatori potranno gustare tra i filari degli alberi da frutto, nella piazza campestre o nell’anfiteatro agricolo, prodotti locali e coltivati nell’Oasi Ca’ Granda grazie ai principi della Food Forest, previa prenotazione online sul sito www.oasicagranda.it.
L’Oasi Ca’ Granda è stata ideata e avviata dalla Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, che valorizza in chiave innovativa l’antico patrimonio agroambientale di 8.500 ettari donato da benefattori all’ospedale Policlinico sin dal 1456, ed è gestita da Azienda Agricola Floresta che ne cura lo sviluppo, la fruizione e le attività sul campo, nel rispetto della sua vocazione agricola, ambientale e sociale.
Il progetto, realizzato anche con il contributo di Fondazione Cariplo, BCC Milano, DS Smith Charitable Foundation, si estende su 44 ettari in un territorio che fonde paesaggi agricoli autentici, biodiversità in crescita e storiche geometrie rurali. Piantumazioni recenti, colture sostenibili e primi habitat per la biodiversità, stanno già ridisegnando il paesaggio.
“L’Oasi Ca’ Granda è un progetto strategico ed esemplare della nostra attività di valorizzazione che unisce agricoltura, ambiente e sociale. Un luogo dove le persone possono fare esperienza di accoglienza, benessere e bellezza. Oggi come sei secoli fa, la nostra missione è la stessa: la Ca’ Granda, una grande casa dove ognuno può rigenerarsi grazie all’armonia tra uomo, animali e natura”, ha dichiarato Achille Lanzarini, direttore Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, durante l’evento di pre-opening.
“Oggi è un punto di arrivo per un lungo lavoro fatto da un team entusiasta e giovane, ma un punto di partenza per un nuovo modo di vivere la città e i suoi spazi. Non vediamo l’ora di poter accogliere il pubblico in uno spazio nuovo, da amare, rispettare e far crescere insieme”, è stato l’auspicio di Christian Russo, Floresta società agricola, all’evento di pre-inaugurazione.
Oasi Ca’ Granda è un invito a rallentare, respirare e riscoprire il legame autentico con la natura. L’Oasi Ca’ Granda è aperta dal giovedì alla domenica, dalle 18:00 alle 23:00.
Visite guidate gratuite agli scavi archeologici dell’Oratorio di San Vincenzo
Un’occasione unica per esplorare da vicino il lavoro degli archeologi e scoprire i segreti nascosti delle terre della Ca’ Granda.
A Sesto Calende (VA), nei pressi dell’antico Oratorio di San Vincenzo, sono in corso, per il secondo anno consecutivo, importanti scavi archeologici condotti dal gruppo di ricerca ArcheoMemi dell’Università degli Studi di Milano.
L’area, oggi valorizzata dalla Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, fa parte del patrimonio che nei secoli è stato donato all’Ospedale Policlinico di Milano e che continua a restituire testimonianze preziose per ricostruire la nostra storia.
Già gli scavi del 2024 hanno permesso di scoprire strutture monumentali e ambienti di epoca tardoantica e altomedievale, tra cui un edificio ancora misterioso, tracce di sepolture e una corte articolata. Con i nuovi scavi del 2025 verranno portati alla luce nuovi tesori e scoperte.
Gli archeologi saranno a disposizione del pubblico nelle date previste per raccontare cosa è emerso dai nuovi scavi e il significato di queste scoperte.
Informazioni
Quando: tutti i mercoledì dall’11 giugno al 2 luglio 2025, alle ore 17:00 (in caso di forte maltempo la visita si svolgerà al chiuso) Dove: terreni accanto all’Oratorio di San Vincenzo, via San Vincenzo 5, 21018 Sesto Calende (VA) Costo: gratuito Iscrizioni: presentarsi in loco nelle date e ore indicate Organizzatore: ArcheoMemi
Avvertenze: questo evento è gestito autonomamente e direttamente dall’Organizzatore. Fondazione Patrimonio Ca’ Granda declina ogni responsabilità per danni a cose e/o persone che dovessero derivare dalla partecipazione all’evento.
Fondazione Patrimonio Ca’ Granda annuncia la destinazione dell’ultimo finanziamento record per il progresso della ricerca scientifica, dell’umanizzazione delle […]
Studi scientifici hanno dimostrato che le caratteristiche psico-sociali degli spazi ospedalieri influenzano sia il benessere dei pazienti, migliorando […]
Nell’ambito della rassegna BookCity una stimolante tavola rotonda su “Agricoltura e Sostenibilità” con relatori d’eccezione. Durante l’evento sarà presentato […]
L’estate si avvicina ed è arrivato il momento tanto atteso dello spettacolo delle lucciole!
Nel weekend del 7-8 giugno Ca’ Granda Outdoor propone 3 escursioni notturne per osservare questi straordinari insetti da vicino e vivere l’emozione di un incontro che ha qualcosa di magico!
Comunicando tramite segnali luminosi, le lucciole hanno bisogno di luoghi bui e isolati, di ambienti naturali e di campagne: per questo motivo si possono ammirare solo allontanandosi dalle città, nei campi, sulle sponde di ruscelli, lungo i canali d’acqua e nel profondo di boschi silenziosi.
Nelle terre della Ca’ Granda questi ambienti esistono ancora e con loro le lucciole!
Quando cala il sole, all’imbrunire, ci si mette in cammino tra le cascine della Valle del Ticino e lungo il Naviglio di Bereguardo.
Ci si inoltra tra i campi coltivati e si raggiungono le aree più boscose, in un paesaggio suggestivo e nuovo perché la luce e i colori del giorno lasciano spazio ai profumi e ai suoni della notte.
La meta è l’incontro surreale con una miriade piccole luci vaganti!
Questi insetti comunicano tra loro grazie alla bioluminescenza e la loro danza nella notte è davvero incantevole.
Ma le lucciole sono anche degli importanti bioindicatori della salute dell’ambiente: la loro presenza indica un buono stato dell’ambiente e infatti, purtroppo, negli ultimi anni il loro numero è diminuito drammaticamente e incontrarle è sempre più difficile.
Nelle terre della Ca’ Granda ci si può ancora immergere nella natura e provare l’esperienza unica di “muoversi” tra le lucciole, ma l’avventura non finisce qui: si possono fare anche tanti altri incontri insoliti con gli animali notturni come volpi, gufi, ricci e, se si è fortunati, un tasso!
Un piatto semplice, buono e ricco di benefici per la salute: il risotto agli asparagi e zafferano, preparato con il Riso Ca’ Granda, è perfetto per portare in tavola tutto il sapore della primavera.
A guidarci nella preparazione è la dott.ssa Leda Roncoroni, biologa nutrizionista e ricercatrice, che ci accompagna passo dopo passo svelando anche tutte le preziose proprietà nutrizionali degli asparagi, un ortaggio stagionale dalle qualità straordinarie.
Risotto asparagi e zafferano, ingredienti per 4 persone
250 g di Riso Ca’ Granda
Asparagi freschi (varietà violetta)
1 bicchiere di vino bianco
Zafferano
Parmigiano
Burro
Cipolla
Olio extravergine d’oliva
Brodo vegetale
Procedimento:
Preparare il brodo vegetale e tenerlo caldo.
Tagliare gli asparagi separando le punte dal gambo e affettando la parte centrale a rondelle.
In una casseruola, soffriggere la cipolla con un filo d’olio EVO, aggiungere il Riso Ca’ Granda e farlo tostare.
Sfumare con il vino bianco, quindi iniziare ad aggiungere gradualmente il brodo caldo.
A metà cottura (dopo circa 8-9 minuti), aggiungere le rondelle di asparagi.
A 5 minuti dalla fine, unire le punte degli asparagi.
Quasi al termine, aggiungere lo zafferano sciolto in poco brodo, una noce di burro e una spolverata di parmigiano per la mantecatura.
Servire caldo, con un filo d’olio a crudo se gradito.
Perché il risotto agli asparagi e zafferano fa bene?
Gli asparagi sono ricchi di vitamine A, C, E, K, acido folico e asparagina, un aminoacido che favorisce la diuresi. Sono ottimi per regolare la pressione, rafforzare il sistema immunitario e aiutare la memoria e la concentrazione. Inoltre, sono ricchi di fibre e poveri di calorie, ideali in una dieta sana ed equilibrata.
E il Riso Ca’ Granda?
È coltivato nelle terre valorizzate della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda con metodi rispettosi dell’ambiente, nel solco della filiera agroalimentare sostenibile che valorizza il più grande patrimonio agroambientale pubblico d’Italia, portando risorse concrete all’Ospedale Policlinico di Milano.
Un piatto buono, sano e sostenibile: dalla terra alla tavola, per il bene di tutti.
Siamo orgogliosi di annunciare che il nostro progetto Ca’ Granda Outdoor è stato selezionato come buona pratica territoriale per un’Italia più sostenibile dall’ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.
Un importante riconoscimento che certifica l’impegno della nostra Fondazione per la costruzione di un modello di sostenibilità integrale, reso possibile attraverso la cura e la valorizzazione del patrimonio agroambientale donato fin dal 1456 all’Ospedale Policlinico di Milano.
Il progetto è stato inserito nella pubblicazione nazionale “Le buone pratiche dei territori 2024/2025“, presentata il 13 maggio 2025 a Venezia, durante il Festival dello Sviluppo Sostenibile. Il volume raccoglie una selezione di iniziative virtuose capaci di coniugare sviluppo locale e obiettivi dell’Agenda 2030, rappresentando un’Italia attiva, spesso poco visibile, ma profondamente innovativa.
Il progetto Ca’ Granda Outdoor è stato associato in particolare all’SDG 11 “Città e comunità sostenibili”.
Nella motivazione del riconoscimento si legge che il progetto di Fondazione Patrimonio Ca’ Granda “ha costruito una proposta di fruizione sostenibile del territorio attraverso la messa a sistema dell’offerta degli operatori locali e delle risorse naturali e culturali del territorio. Ha definito nuovi itinerari da percorrere a piedi o in bici, presentato un catalogo di attività ed esperienze da vivere e costruito e promosso un calendario di eventi che si rinnova stagionalmente e presenta tutte/le principali iniziative sul territorio. Enti locali e di promozione territoriale sono stati coinvolti in un’attività di analisi dei territori, gli operatori del territorio nell’attività di co-progettazione”.
Tra gli impatti positivi evidenziati nel rapporto vi sono la “diffusione della conoscenza del territorio, l’incentivazione di una fruizione sostenibile e di prossimità, la promozione di una offerta di qualità (es. botteghe a km 0, eventi legati alla storia/cultura del territorio, escursioni guidate in natura), la costruzione di una rete locale di operatori”.
Il progetto, si legge ancora nella scheda del rapporto, “ha realizzato un portale dedicato e un’app con 10 itinerari originali e che presenta sezioni dedicate alla scoperta dei territori della Ca’ Granda attraverso esperienze in natura, visite culturali, enogastronomia e un calendario rinnovato stagionalmente con eventi diffusi da marzo a novembre. L’azione di coordinamento e capacity building degli operatori locali svolta dalla FPCG stimola iniziative comuni e collaborazioni. L’attività di comunicazione e promozione riguarda circa 60 eventi nel 2024 ed essendo coordinata permette maggiore incisività con crescita della visibilità e della partecipazione”.
Questo riconoscimento nazionale rappresenta per noi uno stimolo prezioso a proseguire lungo un percorso che coniuga storia e futuro, trasformando un’eredità secolare in un motore generativo di valore ambientale, sociale e culturale.