Dalle donazioni dei milanesi alla valorizzazione del patrimonio, dalle risorse per il nuovo Policlinico alla gestione di 8.400 ettari di terre agricole. Il Foglio dedica un approfondimento alla storia della Ca’ Granda e a un modello che oggi può mettere le proprie competenze a disposizione di altri enti pubblici.
“Abbiate cura di ciò che vi è stato donato“.
Parte da queste parole l’articolo che Il Foglio del 22 ottobre 2026 dedica al “caso Ca’ Granda”. Una frase che un tempo compariva sotto il grande orologio dell’Ospedale e che oggi è diventata il motto di Fondazione Patrimonio Ca’ Granda.
Nel suo approfondimento, il giornalista Davide Perillo ripercorre una storia che inizia molto prima della nascita della Fondazione e che lega da secoli patrimonio, cura e città.
Un patrimonio nato dalle donazioni
La storia comincia nel 1456 con la fondazione dell’Ospedale Maggiore voluto da Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti. Nei secoli, cittadini, famiglie e benefattori hanno affidato all’Ospedale terreni, cascine, abitazioni, palazzi e altri beni perché contribuissero alla sua missione di cura.
È così che si è formato un patrimonio straordinario: 8.400 ettari di terreni agricoli, circa un centinaio di cascine, quattro chiese e un’abbazia.
Come ricorda nell’articolo Achille Lanzarini, Direttore Generale e Operativo di Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, l’Ospedale è diventato grande anche grazie a questo rapporto con Milano e con i suoi cittadini.
Per secoli la gestione del patrimonio non è stata un’attività accessoria: rappresentava uno dei fondamenti economici degli antichi ospedali, vere e proprie “imprese pubbliche di carità”.
Con l’evoluzione del sistema sanitario e, in particolare, con le riforme degli anni Settanta, il finanziamento pubblico della sanità ha progressivamente ridotto il ruolo economico diretto del patrimonio. Nel tempo sono diminuite anche le competenze dedicate alla sua gestione e immobili e terreni hanno cominciato a richiedere importanti risorse per manutenzioni e regolarizzazioni, a fronte di rendimenti spesso molto bassi.
La sfida del nuovo Policlinico
Una svolta arriva nel 2010, quando la realizzazione del nuovo ospedale richiede al Policlinico di reperire direttamente una parte significativa delle risorse necessarie.
Il tema diventa allora come valorizzare il patrimonio senza limitarsi a una semplice massimizzazione economica attraverso la vendita dei beni.
Il percorso scelto è diverso.
Come sintetizza Lanzarini nell’articolo, “Abbiamo trasformato il mercato in advisor”: invece di partire da una soluzione già definita, il Policlinico ha chiesto agli operatori di proporre modelli di valorizzazione.
Nasce così il Fondo Immobiliare Ca’ Granda: una parte degli immobili viene riqualificata e valorizzata per contribuire alle risorse necessarie alla costruzione del nuovo ospedale, mentre centinaia di abitazioni ristrutturate vengono destinate anche al social housing.
Una scelta che ha consentito di trasformare un patrimonio che richiedeva ingenti risorse in uno strumento nuovamente capace di contribuire alla missione dell’Ospedale.
Dai palazzi alle campagne
Per descrivere questo ritorno alla funzione originaria del patrimonio, Lanzarini richiama una frase di Gaudí: “L’originalità è tornare alle origini”.
Ma, come sottolinea Il Foglio, questa è soltanto la prima parte della storia.
La seconda si svolge nei campi.
Nel 2014 nasce Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, con la missione di gestire e valorizzare il grande patrimonio agroambientale legato al Policlinico di Milano e far sì che continui a generare risorse per la ricerca, la cura e le attività dell’Ospedale.
Gli 8.400 ettari e le cascine distribuiti in numerosi comuni presentavano problemi non molto diversi da quelli affrontati nel patrimonio immobiliare urbano: contratti da aggiornare, fabbricati da manutenere, situazioni catastali da regolarizzare e un patrimonio naturale e produttivo da conoscere meglio e valorizzare.
Da qui è iniziato un percorso fatto di interventi concreti.
Sono state affrontate oltre 1.200 pratiche di regolarizzazione di terreni e fabbricati, approfondita la conoscenza della qualità dei suoli e avviato un lavoro sistematico sulla rete irrigua.
Sull’acqua, in particolare, sono stati realizzati interventi per ridurre le perdite, installati sensori e centraline e sviluppati strumenti digitali per monitorare e gestire in modo più efficiente la risorsa idrica.
Agricoltura, ricerca e biodiversità
La valorizzazione economica è stata accompagnata da una crescente attenzione alla qualità agricola e ambientale del patrimonio.
Il confronto con Coldiretti, Confagricoltura e CIA ha contribuito alla revisione dei rapporti con le aziende agricole e all’adeguamento dei canoni, con effetti positivi sui ricavi della Fondazione.
La Fondazione ha inoltre creato il progetto dei prodotti a marchio Ca’ Granda, portando latte e riso provenienti dalle proprie filiere anche nella grande distribuzione e trasformando ancora una volta il patrimonio agricolo in una risorsa capace di sostenere la missione del Policlinico.
Oasi Ca’ Granda: il patrimonio diventa esperienza
Tra gli esempi ricordati nell’articolo c’è anche Oasi Ca’ Granda, nata alle porte di Milano dalla valorizzazione di circa 45 ettari del patrimonio agricolo.
Un progetto che integra attività agricola, rinaturalizzazione, biodiversità e fruizione pubblica.
È quella che Lanzarini definisce “la ciliegina sulla torta” del percorso di valorizzazione agroambientale.
L’Oasi è diventata un luogo nel quale il patrimonio della Ca’ Granda può essere conosciuto e vissuto direttamente attraverso attività, visite ed esperienze nella natura. Nel 2025 ha accolto circa 35.000 visitatori.
Non soltanto, quindi, un bene da amministrare, ma un patrimonio capace di creare nuove relazioni con la città e con le persone.
Dieci anni di crescita a beneficio del Policlinico
Il percorso di valorizzazione ha prodotto risultati anche sul piano economico.
Come ricorda Il Foglio, nell’arco di dieci anni i ricavi della Fondazione sono passati da circa 3,3 a 7,1 milioni di euro, mentre l’utile netto è cresciuto da circa 735 mila euro a 2 milioni.
Nello stesso periodo la gestione del patrimonio ha generato risorse per il Policlinico e ricadute economiche anche sui territori nei quali si trovano terreni e immobili della Ca’ Granda, attraverso imposte e attività legate alla gestione del patrimonio.
È la dimostrazione di come la valorizzazione possa tenere insieme sostenibilità economica, tutela del territorio e funzione sociale.
Un’esperienza che può essere messa in comune
L’ultima parte dell’articolo guarda al futuro.
Su richiesta di Regione Lombardia, Fondazione Patrimonio Ca’ Granda ha recentemente modificato il proprio Statuto per poter mettere le competenze maturate nella gestione e valorizzazione dei patrimoni agricoli a disposizione degli enti del sistema regionale lombardo e degli altri enti pubblici vigilati dalla Regione.
La collaborazione potrà avvenire attraverso accordi di cooperazione tra amministrazioni previsti dalla legge 241/1990, con finalità di interesse pubblico e senza finalità di profitto.
Una prima interlocuzione è già stata avviata con ASP Golgi-Redaelli, che ha manifestato interesse ad approfondire la possibilità di una collaborazione per la gestione e valorizzazione del proprio patrimonio agricolo.
Come sintetizza Il Foglio, il “caso Ca’ Granda” potrebbe così diventare un’esperienza utile anche oltre i confini del patrimonio del Policlinico.
“Mettere in moto” le competenze del pubblico
È forse questo uno dei messaggi più interessanti che emergono dall’articolo.
La storia della Ca’ Granda racconta che anche un patrimonio pubblico complesso può tornare a essere una risorsa quando viene conosciuto, gestito e valorizzato con competenze adeguate e una visione di lungo periodo.
Achille Lanzarini lo sintetizza con poche parole:
“C’è dentro anche tanta competenza. E metterla in moto si può”.
Un principio che riporta ancora una volta al punto da cui tutto è partito:
“Abbiate cura di ciò che vi è stato donato”.
Per Fondazione Patrimonio Ca’ Granda significa continuare a custodire un patrimonio nato dalla generosità di chi, nei secoli, ha scelto di sostenere l’Ospedale di Milano, valorizzandolo perché possa ancora oggi produrre risorse per la cura e la ricerca e, allo stesso tempo, benefici ambientali, sociali ed economici per i territori e le comunità.
L’articolo “Il caso Ca’ Granda, che fa bene agli ospedali ma non solo quelli”, di Davide Perillo, è stato pubblicato da Il Foglio il 22 ottobre 2026.
Per questo nuovo anno scolastico appena iniziato la proposta di attività in natura e in campagna alla Ca’ Granda è ricchissima. Si va da dalle escursioni nei parchi ai laboratori in classe, dalla formazione per gli insegnanti agli eventi in campo per gli alunni con le loro famiglie.
“Uscire dalla scuola ed entrare in natura” è il modo più immediato ed efficace per avvicinare bambini e ragazzi ai temi dell’ambiente e della sostenibilità, perché il contatto diretto e l’esperienza facilitano l’acquisizione non solo di conoscenze ma di consapevolezza e quindi di desiderio di attivarsi e prendersi cura della natura.
Preparazione delle piantine per l’orto didattico (Foto: Stripes)
Il patrimonio agroambientale della Ca’ Granda a disposizione della scuola non si trova “altrove”, ma “vicino”, spesso in città o alle porte della città. Nelle terre della Ca’ Granda una visita in fattoria didatticasi trasforma in un’avventura alla ricerca delle erbe spontanee commestibili o alla scoperta della stagionalità dei prodotti della terra. Si fa conoscenza degli agricoltori e del lavoro in campagna, della vita degli animali e delle loro esigenze.
Il contatto con gli animali della fattoria alla cascina Battivacco
Ci sono luoghi, poi, come l’Oasi Ca’ Granda in cui si possono esplorare ambienti naturali come le aree umide o agricoli come la food forest e scoprire che sono tutti ricchi di biodiversità: da quella da avvistare col binocolo a quella minuscola che si rivela solo al microscopio!
I bambini e i loro insegnanti vengono sempre seguiti da educatori esperti o da guide escursionistiche ambientali. Il nostro territorio, infatti, offre scenari molto diversi e con le escursioni guidatesi possono vivere esperienze istruttive e coinvolgenti sempre nuove.
Si può optare per un itinerario nella natura delle aree protette, tra i boschi e la vita selvatica della Valle del Ticino, oppure seguire percorsi legati alla storia e alla cultura locale e che toccano le cascine storiche della Ca’ Granda e l’Abbazia di Mirasole.
Cascina Cattabrega, Parco Agricolo Sud Milano (Foto: Nadia Marmondi)
Anche quest’anno, infine, alcune classi delle scuole primarie di Milano hanno la possibilità di prendere parte al progetto di educazione ambientale “Ca’ Granda 4KIDS” con un percorso articolato che prevede la formazione degli insegnanti, laboratori a scuola e uscite in natura.
Regione Lombardia ha approvato il nuovo Statuto di Fondazione Patrimonio Ca’ Granda. Tra le principali novità è prevista la possibilità di mettere le competenze maturate nella gestione e valorizzazione dei patrimoni agricoli a disposizione degli enti del sistema regionale lombardo e degli altri enti pubblici vigilati dalla Regione, attraverso accordi di cooperazione tra amministrazioni.
L’iniziativa nasce da una richiesta di Regione Lombardia che ha richiamato il rilevante valore pubblico dei patrimoni agricoli posseduti da numerosi enti regionali e l’esperienza sviluppata da Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, costituita dal Policlinico di Milano per la valorizzazione del proprio ingente patrimonio rurale. Un’esperienza costruita in questi anni anche attraverso il confronto e la collaborazione con il mondo agricolo, le sue organizzazioni professionali, tra cui Coldiretti, Confagricoltura e CIA, e gli istituti di ricerca universitari.
Negli ultimi dieci anni la valorizzazione del patrimonio agricolo gestito da Fondazione Patrimonio Ca’ Granda ha generato quasi 40 milioni di euro a beneficio del Policlinico, tra contributi diretti prodotti dalla gestione e risorse derivanti dalla cessione di immobili non strategici per l’agricoltura. Parallelamente, la Fondazione ha sviluppato una crescente attività agroambientale, con progetti dedicati alla fertilità e alla qualità dei suoli, alla gestione della risorsa idrica e alla tutela e all’incremento della biodiversità.
Un’integrazione tra valore economico, funzione sociale e valore ambientale, come previsto dai principi degli articoli 9 e 44 della Costituzione: uso sostenibile del suolo, tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, del paesaggio e del patrimonio storico, con l’obiettivo di produrre benefici durevoli per le generazioni presenti e future.
Il nuovo Statuto offre agli enti interessati la possibilità, nell’ambito della loro piena autonomia gestionale e organizzativa, di avvalersi delle competenze specialistiche sviluppate da Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, con la finalità di concentrare le risorse degli enti sulle rispettive attività istituzionali e, al tempo stesso, assicurare ai loro patrimoni agricoli una gestione specializzata.
Il nuovo Statuto traduce questa possibilità nella facoltà di realizzare accordi di cooperazione tra enti pubblici ai sensi dell’art. 15 della legge 241/1990, fondati sul perseguimento congiunto di finalità di interesse pubblico e senza finalità di profitto, prevedendo esclusivamente il ristoro dei costi sostenuti per le attività oggetto della collaborazione.
«La richiesta di Regione Lombardia è un riconoscimento che accogliamo con grande responsabilità e spirito di servizio. In questi anni abbiamo cercato di dimostrare che un patrimonio agricolo pubblico può generare insieme risorse per la cura e la ricerca, qualità ambientale e valore per il territorio», dichiara Marco Giachetti, Presidente del Policlinico e di Fondazione Patrimonio Ca’ Granda.
«Ora abbiamo la responsabilità di mettere queste competenze al servizio degli enti che riterranno utile avvalersene, con la stessa passione con cui abbiamo lavorato sul patrimonio del Policlinico: perché la valorizzazione di un bene pubblico abbia sempre come destinazione finale il beneficio delle persone e delle comunità», aggiunge Achille Lanzarini, Direttore Generale e Operativo di Fondazione Patrimonio Ca’ Granda.
In questo quadro si colloca l’interlocuzione avviata con l’ASP Golgi-Redaelli, che ha manifestato interesse ad approfondire con Fondazione Patrimonio Ca’ Granda la possibilità di una collaborazione istituzionale per la gestione e valorizzazione del proprio patrimonio agricolo.
L’ASP ha richiesto l’avvio di attività preliminari e propedeutiche finalizzate a conoscere il patrimonio, l’attuale modello di gestione e i possibili ambiti di collaborazione. Gli esiti di questa fase costituiranno la base per le successive valutazioni degli organi competenti dei due enti sull’eventuale definizione di un accordo di cooperazione.
A dieci anni dall’avvio delle attività, la revisione statutaria aggiorna inoltre la descrizione della missione di Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, rendendo più esplicita l’ampiezza del sostegno oggi assicurato al Policlinico di Milano — dalla ricerca alla cura, dall’innovazione alle strutture e al patrimonio storico — e rafforza il raccordo istituzionale con il Fondatore attraverso il completo allineamento dei rispettivi Consigli di Amministrazione.
Scuole ai nastri di partenza e insegnanti in prima fila per Coltivare Paesaggi, nutrire legami! Il progetto di educazione ambientale, promosso da Fondazione Patrimonio Ca’ Granda e Koinè Cooperativa Sociale e che coinvolge scuole e cittadini, in un programma ricchissimo di appuntamenti per tutto l’autunno.
L’anno scolastico è appena iniziato, ma le insegnanti delle classi coinvolte in questa iniziativa sono già state impegnate nei primi incontri di formazione sui temi e i contenuti del progetto. Ma non è tutta teoria perché si è lavorato attivamente anche in campo, all’Oasi Ca’ Granda.
Accompagnate dagli educatori, le docenti hanno vissuto in prima persona l’esperienza della conoscenza della natura e testato le metodologie più adatte per guidare i propri alunni nelle attività in natura.
Foto: Koinè Cooperativa Sociale
L’Oasi Ca’ Granda ospiterà presto anche i bambini delle classi e la loro missione sarà duplice: da un lato scoprire tutta la ricchezza naturalistica e agricola di questo luogo, ma anche farne partecipe tutta la cittadinanza, ideando tanti percorsi diversi per conoscerlo.
Gli ambienti dell’Oasi Ca’ Granda, infatti, sono vari e svolgono funzioni differenti e preziose, come la produzione agricola dell’orto e del frutteto e la possibilità di ospitare e sostenere moltissime specie di uccelli, anfibi e insetti di habitat come prati e aree umide.
E poi l’Oasi Ca’ Granda è soprattutto un luogo da vivere sempre e aperto a tutti!
Foto: Giovanni Colombo
Sabato 10 ottobre all’Oasi Ca’ Grandasarà il momento delle “Poesie d’autunno”. Non ci sarà nulla da imparare a memoria, ma tantissimo da scoprire: si esplorerà la natura e ci si farà trasportare dalle sensazioni e dalle emozioni per raccontarla, non con immagini e descrizioni, ma con le parole, vivendo una vera e propria esperienza creativa in natura!
Tutte le iniziative sono gratuite e realizzate con il contributo della Fondazione di Comunità Milano.
Metti la fantasia di Gianni Rodari, la creatività del teatro Pane Mate e la natura dell’Oasi Ca’ Granda e il risultato è un’esperienza da non perdere per piccoli e grandi.
Sabato 5 settembrel’Oasi Ca’ Granda ospita “I Viaggi di Giovannino Perdigiorno”, un appuntamento straordinario per vivere la natura in un modo del tutto originale, guidati da attori, musica e filastrocche ispirate all’opera di un grande scrittore.
Foto: Teatro Pane Mate
La natura fa da scenografia a 10 stravaganti installazioni create con materiali naturali e di recupero e che narrano le avventure di Giovannino Perdigiorno, esploratore di luoghi incredibili. Ogni postazione è un piccolo mondo immaginario legato a una storia, un racconto e a differenti sensazioni ed emozioni.
Ciascun “viaggiatore”, grande o piccolo che sia, avrà il suo kit di attrezzi per interagire con queste costruzioni, tutte da provare: per produrre, suoni, movimenti e tanto divertimento!
Foto: Giovanni Colombo
Sarà un pomeriggio da non perdere all’Oasi Ca’ Granda, un luogo speciale dove la natura è finalmente tornata protagonista dopo un grande intervento di rinaturalizzazione e che mostra come si possa trovare un equilibrio tra attività dell’uomo e vita selvatica.
Questa iniziativa rientra nel progetto Coltivare paesaggi, nutrire legami, promosso da Fondazione Patrimonio Ca’ Granda e Koinè Cooperativa Sociale, e che propone un percorso educativo e partecipativo rivolto a scuole, famiglie e tutti i cittadini, a partire dal patrimonio rurale della Ca’ Granda.
Foto: Koinè Cooperativa Sociale
La campagna e gli agroecosistemi rappresentano una ricchezza per il territorio e la nostra comunità: ospitano biodiversità, producono cibo e offrono paesaggi e luoghi da vivere. Per questo è importante conoscerli e prendersene cura: il progetto, attraverso un ricco programma di iniziative, intende proprio diffondere una nuova sensibilità verso l’ambiente che ci circonda.
Tutte le iniziative sono gratuite e realizzate con il contributo della Fondazione di Comunità Milano.
Il Direttore Generale della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, Achille Lanzarini, è stato nominato nel Consiglio Direttivo dell’Associazione Proprietà Fondiaria delle Province di Milano, Lodi e Monza Brianza, affiancando il Presidente, Michele Orlando, e il Vice Presidente, Carlo Marietti Andreani, nel nuovo assetto di governance dell’organizzazione.
La nomina rappresenta un riconoscimento dell’esperienza maturata negli anni nella valorizzazione del patrimonio agricolo, ambientale e immobiliare e rafforza la presenza della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda nei luoghi di confronto dedicati ai temi della gestione del territorio, dell’agricoltura e della sostenibilità.
Un’associazione che rappresenta il territorio
Fondata nel 1945, l’Associazione Proprietà Fondiaria delle Province di Milano, Lodi e Monza Brianza rappresenta circa 900 proprietari e oltre 35.000 ettari di terreni agricoli distribuiti nel territorio lombardo.
L’associazione svolge attività di rappresentanza e tutela della proprietà fondiaria, promuovendo il dialogo su questioni strategiche legate all’agricoltura, alla valorizzazione delle aree rurali, alla sostenibilità ambientale e alla gestione del patrimonio territoriale.
La nomina si inserisce in un contesto in cui la gestione del territorio agricolo assume un ruolo sempre più centrale rispetto alle sfide ambientali, alla tutela del paesaggio e alla produzione sostenibile di valore per le comunità.
In questo ambito, la Fondazione Patrimonio Ca’ Granda porta l’esperienza maturata nella gestione di uno dei più grandi patrimoni agroambientali pubblici d’Italia: oltre 8.400 ettari di terreni, cascine e beni rurali donati nei secoli all’Ospedale Maggiore di Milano, oggi Policlinico di Milano.
Attraverso attività di valorizzazione agricola, ambientale e sociale, la Fondazione ha il compito di custodire e sviluppare questo patrimonio affinché continui a generare risorse a sostegno della ricerca, della cura e dell’innovazione sanitaria.
Un contributo ai temi dell’agricoltura e della sostenibilità
L’ingresso di Achille Lanzarini nel Consiglio Direttivo dell’Associazione Proprietà Fondiaria consentirà di mettere a disposizione del settore competenze sviluppate nella gestione di patrimoni fondiari complessi e nella promozione di modelli di valorizzazione orientati alla sostenibilità.
Accademico dei Georgofili, Lanzarini è impegnato da anni sui temi della gestione del patrimonio rurale, della tutela ambientale e dell’innovazione applicata ai territori agricoli.
Una partecipazione che rafforza il contributo della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda al dibattito sul futuro delle campagne lombarde e sulla capacità del patrimonio agricolo di generare valore economico, ambientale e sociale per le comunità.
Coltivare paesaggi, nutrire legami è il nuovo progetto della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda e Koinè Cooperativa Sociale che propone un percorso educativo e partecipativo rivolto a scuole, famiglie e tutta la comunità, a partire dal patrimonio rurale della Ca’ Granda.
In un contesto di distanza tra cittadini, ambiente e agricoltura il progetto pone al centro l’Oasi Ca’ Granda, quale luogo conoscenza e incontro. Qui la natura è tornata protagonista dopo un importante progetto di rigenerazione di un’area agricola e oggi vi trova spazio la biodiversità, l’agricoltura, la comunità. Un luogo simbolo di come possano convivere elementi che spesso si è abituati a concepire in antitesi.
Foto: Valentina Sergi
L’iniziativa si rivolge a scuole e cittadini e integra educazione ambientale, partecipazione attiva e valorizzazione del paesaggio agricolo attraverso attività in classe, uscite sul territorio ed eventi, privilegiando sempre il contatto con diretto con la natura e le esperienze pratiche.
Quello che si intende stimolare è una nuova consapevolezza sul valore del paesaggio rurale e degli habitat che ospita, della filiera corta e dell’alimentazione sostenibile e per farlo si promuove la nascita di un legame tra persone e ambiente, tra cittadini, grandi e piccoli, e l’Oasi Ca’ Granda.
Foto: Giovanni Colombo
Le attività proposte, dalla formazione degli insegnanti alle attività in classe, dalle uscite in campo, agli eventi aperti, mirano a rafforzare il legame tra scuola, cittadinanza e territorio, promuovendo comportamenti sostenibili e consapevoli e contribuendo a costruire una vera comunità.
Il progetto si rivolge alla scuole primarie e secondarie di I grado di Milano e coinvolge attivamente gli studenti in percorsi esperienziali e ludico-didattici, proponendo una vera e propria esperienza di cittadinanza attiva.
I bambini, infatti, saranno invitati a creare una mappa virtuale per scoprire l’Oasi Ca’ Granda. Attraverso osservazioni, giochi e laboratori i bambini realizzeranno le tappe di una caccia al tesoro in cui ogni visitatore dell’Oasi Ca’ Granda potrà cimentarsi. Uno strumento utile e divertente per andare alla scoperta di questo luogo così speciale.
Anche gli insegnanti saranno protagonisti di questo progetto. Seguiranno a un percorso di formazione per acquisire strumenti, contenuti e competenze per poi progettare percorsi educativi in autonomia, connessi alla natura, all’agricoltura e alla sostenibilità.
Per tutti i cittadini, adulti e bambini, ci sarà un ricco programma di iniziative, dalle escursioni tematiche alle installazioni in natura, tutto è pensato per scoprire, coinvolgere e sperimentare in prima persona l’ambiente e la relazione che con esso possiamo instaurare, fatta non solo di conoscenza ma di emozioni e condivisione.
Foto: Floresta
La proposta è gratuita sia per le scuole che tutti i cittadini ed è realizzata grazie al contributo della Fondazione di Comunità Milano.
Il progetto parte sabato 20 giugno con “La tombola dell’Oasi Ca’ Granda”. Appuntamento alle ore 10 all’Oasi Ca’ Granda, in via Ripamonti 428 a Milano, per una passeggiata in natura e divertenti attività di esplorazione e osservazione della biodiversità.
Tra la fine di maggio e l’inizio di giugno c’è una brevissima finestra di tempo per ammirare lo spettacolo delle lucciole! Questi piccoli insetti, oltre ad essere sempre più rari, sono anche sensibilissimi e un periodo piovoso o troppo caldo riduce molto il loro numero e le nostre occasioni di incontrarle.
Quest’anno le premesse ci sono tutte per il ripetersi di questa magia e nei weekend dal 29 maggio al 7 giugno 2026 Ca’ Granda Outdoor propone una serie escursioni notturne da non perdere!
Le lucciole sono degli indicatori ecologici, ciò significa che la loro presenza o assenza indica lo stato di salute dell’ambiente: non è un caso, purtroppo, che il loro numero sia in declino ormai da anni. Nelle terre della Ca’ Granda però esistono ancora luoghi ricchi di lucciole, tra boschi e radure, campi e piccoli canali irrigui.
La loro danza nella notte incanta, ma è visibile solo in ambienti molto bui, come in natura o in campagna, per questo serve allontanarsi dalla città, dalle sue luci e da ogni fonte di inquinamento luminoso.
All’imbrunire ci si mette in cammino nelle campagne della Ca’ Granda della Valle del Ticino per vivere l’esperienza magica di “muoversi” tra le lucciole che vagano lente e vicine, quasi da poterle toccare.
La notte in natura poi riserva sempre qualche sorpresa e chissà che non si facciano incontri fortunati con volpi, gufi e ricci!
Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda ha approvato il Bilancio 2025, che si chiude con il miglior risultato d’esercizio dalla nascita della Fondazione: un utile netto di € 2.037.617, in crescita del 18% rispetto al 2024, con un margine netto del 28,5%.
Dal 2015, primo anno di gestione operativa, l’utile netto della Fondazione è cresciuto del 178%, mentre i ricavi dell’attività patrimoniale hanno raggiunto € 6,3 milioni (+98% rispetto al 2015), grazie alla progressiva valorizzazione del patrimonio affidatole dal Policlinico, frutto di sei secoli di donazioni.
Il risultato economico non è un fine, ma il mezzo che rende possibile la missione della Fondazione: il Consiglio di Amministrazione ha deliberato la destinazione di un contributo di € 2.000.000 a sostegno dei progetti di ricerca scientifica, umanizzazione delle cure e tutela dei beni culturali dell’ospedale Policlinico di Milano.
Negli ultimi dieci anni la Fondazione ha complessivamente destinato € 11,6 milioni di contributi, e generato € 29 milioni di proventi dalla dismissione di asset non strategici, per un totale di oltre € 40 milioni a beneficio del Policlinico, confermando il ruolo centrale della valorizzazione del patrimonio storico della Ca’ Granda nel sostegno alla sanità pubblica.
“Custodire ciò che ci è stato donato e farlo crescere per il bene della comunità è il compito che la Fondazione continua a svolgere nel solco di una tradizione secolare di solidarietà e responsabilità pubblica”, ha dichiarato il Presidente Marco Giachetti. “Le terre della Ca’ Granda continuano oggi a sostenere concretamente la cura delle persone e lo sviluppo del Policlinico di Milano.”
La Fondazione Patrimonio Ca’ Granda gestisce oggi il più grande patrimonio agroambientale pubblico d’Italia: 8.400 ettari di terreni agricoli, di cui 6.600 all’interno di aree naturali protette, distribuiti in 97 comuni in Lombardia, dal Ticino all’Adda.
Nel 2025 la Fondazione ha ulteriormente sviluppato i programmi dedicati alla valorizzazione agricola, ambientale e sociale:
Soilcare, dedicato alla salute dei suoli e all’agricoltura rigenerativa;
AcquaLife, per la gestione intelligente delle risorse idriche;
Green Restoration, con interventi di rinaturalizzazione e creazione di nuovi habitat;
Accademia Ca’ Granda, programma di alta formazione per gli agricoltori affittuari;
Oasi Ca’ Granda, un’oasi agroambientale in città per rigenerare persone e natura;
La Fondazione ha ottenuto il rating ESG “AA” attraverso il sistema NeXt Index®, oltre alla certificazione Great Place to Work®, consolidando il proprio percorso di sostenibilità ambientale, sociale e organizzativa.
“La Fondazione nasce con un obiettivo chiaro: trasformare il valore della terra in risorse per la sanità pubblica”, ha dichiarato il Direttore Generale Achille Lanzarini. “I risultati raggiunti dimostrano come una gestione rigorosa, sostenibile e orientata al lungo periodo possa generare contemporaneamente valore economico, ambientale e sociale.”
Custodire un patrimonio non significa solo conservarlo, ma renderlo generativo. È questa la chiave con cui la Fondazione Patrimonio Ca’ Granda interpreta la propria missione: trasformare un’eredità secolare in una risorsa viva, capace di generare valore duraturo per la salute pubblica, l’ambiente e la comunità, Bilancio d’Esercizio, Bilancio Sociale e Bilancio di Sostenibilità sono disponibili sul sito della Fondazione: www.fondazionepatrimoniocagranda.it/chisiamo/documenti-istituzionali
Un progetto editoriale che invita a riscoprire l’importanza dell’ascolto e della qualità dell’ambiente acustico, attraverso la scoperta di spazi capaci di offrire equilibrio, misura e benessere.
Un luogo di connessione tra città, natura e comunità
Nel podcast, l’Oasi Ca’ Granda viene raccontata come un luogo unico di Milano: una soglia tra città e campagna, dove natura, agricoltura e paesaggio convivono in equilibrio.
Situata a pochi chilometri dal centro della città, l’Oasi rappresenta un progetto promosso dalla Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, che ha trasformato un’area agricola in uno spazio aperto e accessibile a tutti, capace di coniugare tutela ambientale, fruizione pubblica e valorizzazione del territorio.
Il progetto si inserisce all’interno della gestione del più grande patrimonio agroambientale pubblico d’Italia – 8.400 ettari di terreni donati nei secoli al Policlinico di Milano – e ne rappresenta una sintesi concreta e visibile.
La voce della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda
All’interno dell’episodio a raccontare il progetto è la voce di Achille Lanzarini, Direttore Generale della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda.
L’Oasi nasce dalla volontà di rendere accessibile a tutti un patrimonio che affonda le sue radici nella storia della Ca’ Granda, l’Ospedale Maggiore di Milano (oggi Policlinico) fondato nel 1456, e di offrire uno spazio in cui sperimentare un modello integrato tra agricoltura, ambiente, paesaggio e comunità.
Un luogo in cui elementi spesso percepiti come contrapposti – produzione agricola, tutela ambientale e fruizione pubblica – trovano invece una possibilità concreta di coesistenza.
Un progetto di rigenerazione ambientale
Nel podcast viene raccontato anche il lavoro di rinaturalizzazione realizzato all’interno dell’Oasi:
la creazione di un lago e di una marcita
la piantumazione di un bosco
lo sviluppo di habitat dedicati alla biodiversità
Interventi della nostra Fondazione che hanno contribuito a trasformare l’area in un ecosistema complesso, capace di generare valore ambientale e al tempo stesso offrire un’esperienza diretta di contatto con la natura.
L’ascolto come esperienza di benessere
Uno degli elementi centrali del podcast è il tema dell’ecologia acustica: attraverso l’utilizzo dell’app Listen Responsibly, l’Oasi Ca’ Granda viene riconosciuta come uno spazio di equilibrio sonoro, in cui il paesaggio acustico contribuisce al benessere delle persone.
Un aspetto che rafforza ulteriormente il valore del progetto, confermandolo non solo come intervento ambientale, ma come luogo di esperienza e qualità della vita.
Un modello di valorizzazione del bene comune
La presenza dell’Oasi Ca’ Granda all’interno del podcast rappresenta un riconoscimento del valore del modello sviluppato dalla Fondazione: un approccio che, partendo dalla gestione responsabile del patrimonio, genera benefici per l’ambiente, per il territorio e per la comunità.
Un esempio concreto di come un bene donato nei secoli possa continuare a produrre valore oggi, in forme nuove e accessibili.
Il primo episodio di “Ascoltami Bene” è disponibile online.
“Ascoltami Bene” è un podcast prodotto da Talking Nat in collaborazione con Amplifon. Testi e voce narrante: Oliviero Grimaldi Sound design: Andrea Loiacono
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