VIAGGIO FANTASTICO IN NATURA

Metti la fantasia di Gianni Rodari, la creatività del teatro Pane Mate e la natura dell’Oasi Ca’ Granda e il risultato è un’esperienza da non perdere per piccoli e grandi.

Sabato 5 settembre l’Oasi Ca’ Granda ospita “I Viaggi di Giovannino Perdigiorno”, un appuntamento straordinario per vivere la natura in un modo del tutto originale, guidati da attori, musica e filastrocche ispirate all’opera di un grande scrittore.

Foto: Teatro Pane Mate

La natura fa da scenografia a 10 stravaganti installazioni create con materiali naturali e di recupero e che narrano le avventure di Giovannino Perdigiorno, esploratore di luoghi incredibili. Ogni postazione è un piccolo mondo immaginario legato a una storia, un racconto e a differenti sensazioni ed emozioni.

Ciascun “viaggiatore”, grande o piccolo che sia, avrà il suo kit di attrezzi per interagire con queste costruzioni, tutte da provare: per produrre, suoni, movimenti e tanto divertimento!

Foto: Giovanni Colombo

Sarà un pomeriggio da non perdere all’Oasi Ca’ Granda, un luogo speciale dove la natura è finalmente tornata protagonista dopo un grande intervento di rinaturalizzazione e che mostra come si possa trovare un equilibrio tra attività dell’uomo e vita selvatica.

Questa iniziativa rientra nel progetto Coltivare paesaggi, nutrire legami, promosso da Fondazione Patrimonio Ca’ Granda e Koinè Cooperativa Sociale, e che propone un percorso educativo e partecipativo rivolto a scuole, famiglie e tutti i cittadini, a partire dal patrimonio rurale della Ca’ Granda.

Foto: Koinè Cooperativa Sociale

La campagna e gli agroecosistemi rappresentano una ricchezza per il territorio e la nostra comunità: ospitano biodiversità, producono cibo e offrono paesaggi e luoghi da vivere. Per questo è importante conoscerli e prendersene cura: il progetto, attraverso un ricco programma di iniziative, intende proprio diffondere una nuova sensibilità verso l’ambiente che ci circonda.

Tutte le iniziative sono gratuite e realizzate con il contributo della Fondazione di Comunità Milano.

                                                            Con il contributo di

 

 

 

 

Achille Lanzarini nominato nel Consiglio Direttivo dell’Associazione Proprietà Fondiaria

Il Direttore Generale della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, Achille Lanzarini, è stato nominato nel Consiglio Direttivo dell’Associazione Proprietà Fondiaria delle Province di Milano, Lodi e Monza Brianza, affiancando il Presidente, Michele Orlando, e il Vice Presidente, Carlo Marietti Andreani, nel nuovo assetto di governance dell’organizzazione.

La nomina rappresenta un riconoscimento dell’esperienza maturata negli anni nella valorizzazione del patrimonio agricolo, ambientale e immobiliare e rafforza la presenza della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda nei luoghi di confronto dedicati ai temi della gestione del territorio, dell’agricoltura e della sostenibilità.

Un’associazione che rappresenta il territorio

Fondata nel 1945, l’Associazione Proprietà Fondiaria delle Province di Milano, Lodi e Monza Brianza rappresenta circa 900 proprietari e oltre 35.000 ettari di terreni agricoli distribuiti nel territorio lombardo.

L’associazione svolge attività di rappresentanza e tutela della proprietà fondiaria, promuovendo il dialogo su questioni strategiche legate all’agricoltura, alla valorizzazione delle aree rurali, alla sostenibilità ambientale e alla gestione del patrimonio territoriale.

A livello nazionale aderisce alla Federazione Nazionale della Proprietà Fondiaria, mentre sul piano internazionale partecipa alla rete della European Landowners’ Organization (ELO), che riunisce organizzazioni e proprietari fondiari di numerosi Paesi europei.

La valorizzazione del patrimonio come bene comune

La nomina si inserisce in un contesto in cui la gestione del territorio agricolo assume un ruolo sempre più centrale rispetto alle sfide ambientali, alla tutela del paesaggio e alla produzione sostenibile di valore per le comunità.

In questo ambito, la Fondazione Patrimonio Ca’ Granda porta l’esperienza maturata nella gestione di uno dei più grandi patrimoni agroambientali pubblici d’Italia: oltre 8.400 ettari di terreni, cascine e beni rurali donati nei secoli all’Ospedale Maggiore di Milano, oggi Policlinico di Milano.

Attraverso attività di valorizzazione agricola, ambientale e sociale, la Fondazione ha il compito di custodire e sviluppare questo patrimonio affinché continui a generare risorse a sostegno della ricerca, della cura e dell’innovazione sanitaria.

Un contributo ai temi dell’agricoltura e della sostenibilità

L’ingresso di Achille Lanzarini nel Consiglio Direttivo dell’Associazione Proprietà Fondiaria consentirà di mettere a disposizione del settore competenze sviluppate nella gestione di patrimoni fondiari complessi e nella promozione di modelli di valorizzazione orientati alla sostenibilità.

Accademico dei Georgofili, Lanzarini è impegnato da anni sui temi della gestione del patrimonio rurale, della tutela ambientale e dell’innovazione applicata ai territori agricoli.

Una partecipazione che rafforza il contributo della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda al dibattito sul futuro delle campagne lombarde e sulla capacità del patrimonio agricolo di generare valore economico, ambientale e sociale per le comunità.

Achille Lanzarini durante un incontro all'Associazione Proprietà Fondiaria di Milano Lodi Monza e Brianza

Coltivare paesaggi, nutrire legami

Coltivare paesaggi, nutrire legami è il nuovo progetto della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda e Koinè Cooperativa Sociale che propone un percorso educativo e partecipativo rivolto a scuole, famiglie e tutta la comunità, a partire dal patrimonio rurale della Ca’ Granda.

In un contesto di distanza tra cittadini, ambiente e agricoltura il progetto pone al centro l’Oasi Ca’ Granda, quale luogo conoscenza e incontro. Qui la natura è tornata protagonista dopo un importante progetto di rigenerazione di un’area agricola e oggi vi trova spazio la biodiversità, l’agricoltura, la comunità. Un luogo simbolo di come possano convivere elementi che spesso si è abituati a concepire in antitesi.

Foto: Valentina Sergi

L’iniziativa si rivolge a scuole e cittadini e integra educazione ambientale, partecipazione attiva e valorizzazione del paesaggio agricolo attraverso attività in classe, uscite sul territorio ed eventi, privilegiando sempre il contatto con diretto con la natura e le esperienze pratiche.

Quello che si intende stimolare è una nuova consapevolezza sul valore del paesaggio rurale e degli habitat che ospita, della filiera corta e dell’alimentazione sostenibile e per farlo si promuove la nascita di un legame tra persone e ambiente, tra cittadini, grandi e piccoli, e l’Oasi Ca’ Granda.

Foto: Giovanni Colombo

Le attività proposte, dalla formazione degli insegnanti alle attività in classe, dalle uscite in campo, agli eventi aperti, mirano a rafforzare il legame tra scuola, cittadinanza e territorio, promuovendo comportamenti sostenibili e consapevoli e contribuendo a costruire una vera comunità.

Il progetto si rivolge alla scuole primarie e secondarie di I grado di Milano e coinvolge attivamente gli studenti in percorsi esperienziali e ludico-didattici, proponendo una vera e propria esperienza di cittadinanza attiva.

I bambini, infatti, saranno invitati a creare una mappa virtuale per scoprire l’Oasi Ca’ Granda. Attraverso osservazioni, giochi e laboratori i bambini realizzeranno le tappe di una caccia al tesoro in cui ogni visitatore dell’Oasi Ca’ Granda potrà cimentarsi. Uno strumento utile e divertente per andare alla scoperta di questo luogo così speciale.

Anche gli insegnanti saranno protagonisti di questo progetto. Seguiranno a un percorso di formazione per acquisire strumenti, contenuti e competenze per poi progettare percorsi educativi in autonomia, connessi alla natura, all’agricoltura e alla sostenibilità.

Per tutti i cittadini, adulti e bambini, ci sarà un ricco programma di iniziative, dalle escursioni tematiche alle installazioni in natura, tutto è pensato per scoprire, coinvolgere e sperimentare in prima persona l’ambiente e la relazione che con esso possiamo instaurare, fatta non solo di conoscenza ma di emozioni e condivisione.

Foto: Floresta

La proposta è gratuita sia per le scuole che tutti i cittadini ed è realizzata grazie al contributo della Fondazione di Comunità Milano.

Il progetto parte sabato 20 giugno con “La tombola dell’Oasi Ca’ Granda”. Appuntamento alle ore 10 all’Oasi Ca’ Granda, in via Ripamonti 428 a Milano, per una passeggiata in natura e divertenti attività di esplorazione e osservazione della biodiversità.

                                                            Con il contributo di

 

 

 

 

È tempo di lucciole

Tra la fine di maggio e l’inizio di giugno c’è una brevissima finestra di tempo per ammirare lo spettacolo delle lucciole! Questi piccoli insetti, oltre ad essere sempre più rari, sono anche sensibilissimi e un periodo piovoso o troppo caldo riduce molto il loro numero e le nostre occasioni di incontrarle.

Quest’anno le premesse ci sono tutte per il ripetersi di questa magia e nei weekend dal 29 maggio al 7 giugno 2026 Ca’ Granda Outdoor propone una serie escursioni notturne da non perdere!

Le lucciole sono degli indicatori ecologici, ciò significa che la loro presenza o assenza indica lo stato di salute dell’ambiente: non è un caso, purtroppo, che il loro numero sia in declino ormai da anni. Nelle terre della Ca’ Granda però esistono ancora luoghi ricchi di lucciole, tra boschi e radure, campi e piccoli canali irrigui.

La loro danza nella notte incanta, ma è visibile solo in ambienti molto bui, come in natura o in campagna, per questo serve allontanarsi dalla città, dalle sue luci e da ogni fonte di inquinamento luminoso.

All’imbrunire ci si mette in cammino nelle campagne della Ca’ Granda della Valle del Ticino per vivere l’esperienza magica di “muoversi” tra le lucciole che vagano lente e vicine, quasi da poterle toccare.

La notte in natura poi riserva sempre qualche sorpresa e chissà che non si facciano incontri fortunati con volpi, gufi e ricci!

Clicca qui e scopri le prossime lucciolate

Le lucciolate sono a numero chiuso, accompagnate da guide ambientali escursionistiche e si svolgono senza recare disturbo alle lucciole.

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Bilancio 2025: contributo record di € 2 milioni al Policlinico

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda ha approvato il Bilancio 2025, che si chiude con il miglior risultato d’esercizio dalla nascita della Fondazione: un utile netto di € 2.037.617, in crescita del 18% rispetto al 2024, con un margine netto del 28,5%.

Dal 2015, primo anno di gestione operativa, l’utile netto della Fondazione è cresciuto del 178%, mentre i ricavi dell’attività patrimoniale hanno raggiunto € 6,3 milioni (+98% rispetto al 2015), grazie alla progressiva valorizzazione del patrimonio affidatole dal Policlinico, frutto di sei secoli di donazioni.

Il risultato economico non è un fine, ma il mezzo che rende possibile la missione della Fondazione: il Consiglio di Amministrazione ha deliberato la destinazione di un contributo di € 2.000.000 a sostegno dei progetti di ricerca scientifica, umanizzazione delle cure e tutela dei beni culturali dell’ospedale Policlinico di Milano.

Negli ultimi dieci anni la Fondazione ha complessivamente destinato € 11,6 milioni di contributi, e generato € 29 milioni di proventi dalla dismissione di asset non strategici, per un totale di oltre € 40 milioni a beneficio del Policlinico, confermando il ruolo centrale della valorizzazione del patrimonio storico della Ca’ Granda nel sostegno alla sanità pubblica.

“Custodire ciò che ci è stato donato e farlo crescere per il bene della comunità è il compito che la Fondazione continua a svolgere nel solco di una tradizione secolare di solidarietà e responsabilità pubblica”, ha dichiarato il Presidente Marco Giachetti. “Le terre della Ca’ Granda continuano oggi a sostenere concretamente la cura delle persone e lo sviluppo del Policlinico di Milano.”

La Fondazione Patrimonio Ca’ Granda gestisce oggi il più grande patrimonio agroambientale pubblico d’Italia: 8.400 ettari di terreni agricoli, di cui 6.600 all’interno di aree naturali protette, distribuiti in 97 comuni in Lombardia, dal Ticino all’Adda.

Nel 2025 la Fondazione ha ulteriormente sviluppato i programmi dedicati alla valorizzazione agricola, ambientale e sociale:

  • Soilcare, dedicato alla salute dei suoli e all’agricoltura rigenerativa;
  • AcquaLife, per la gestione intelligente delle risorse idriche;
  • Green Restoration, con interventi di rinaturalizzazione e creazione di nuovi habitat;
  • Accademia Ca’ Granda, programma di alta formazione per gli agricoltori affittuari;
  • Oasi Ca’ Granda, un’oasi agroambientale in città per rigenerare persone e natura;
  • Ca’ Granda Outdoor, eventi outdoor nelle terre della Fondazione;
  • Ca’ Granda 4Kids, la scuola in campo per alunni delle scuole primarie;
  • Riso, Latte, Yogurt Ca’ Granda, dalle terre alla tavola per sostenere il Policlinico.

La Fondazione ha ottenuto il rating ESG “AA” attraverso il sistema NeXt Index®, oltre alla certificazione Great Place to Work®, consolidando il proprio percorso di sostenibilità ambientale, sociale e organizzativa.

“La Fondazione nasce con un obiettivo chiaro: trasformare il valore della terra in risorse per la sanità pubblica”, ha dichiarato il Direttore Generale Achille Lanzarini. “I risultati raggiunti dimostrano come una gestione rigorosa, sostenibile e orientata al lungo periodo possa generare contemporaneamente valore economico, ambientale e sociale.”

Custodire un patrimonio non significa solo conservarlo, ma renderlo generativo. È questa la chiave con cui la Fondazione Patrimonio Ca’ Granda interpreta la propria missione: trasformare un’eredità secolare in una risorsa viva, capace di generare valore duraturo per la salute pubblica, l’ambiente e la comunità, Bilancio d’Esercizio, Bilancio Sociale e Bilancio di Sostenibilità sono disponibili sul sito della Fondazione: www.fondazionepatrimoniocagranda.it/chisiamo/documenti-istituzionali

Credit foto: Gaia Farinelli

L’Oasi Ca’ Granda tra suoni e storia nel Podcast “Ascoltami bene”

L’Oasi Ca’ Granda è protagonista del primo episodio di “Ascoltami Bene”, il podcast prodotto da Talking Nat dedicato al rapporto tra luoghi, suoni e benessere nelle città.

Un progetto editoriale che invita a riscoprire l’importanza dell’ascolto e della qualità dell’ambiente acustico, attraverso la scoperta di spazi capaci di offrire equilibrio, misura e benessere.

Un luogo di connessione tra città, natura e comunità

Nel podcast, l’Oasi Ca’ Granda viene raccontata come un luogo unico di Milano: una soglia tra città e campagna, dove natura, agricoltura e paesaggio convivono in equilibrio.

Situata a pochi chilometri dal centro della città, l’Oasi rappresenta un progetto promosso dalla Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, che ha trasformato un’area agricola in uno spazio aperto e accessibile a tutti, capace di coniugare tutela ambientale, fruizione pubblica e valorizzazione del territorio.

Il progetto si inserisce all’interno della gestione del più grande patrimonio agroambientale pubblico d’Italia – 8.400 ettari di terreni donati nei secoli al Policlinico di Milano – e ne rappresenta una sintesi concreta e visibile.

La voce della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda

All’interno dell’episodio a raccontare il progetto è la voce di Achille Lanzarini, Direttore Generale della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda.

L’Oasi nasce dalla volontà di rendere accessibile a tutti un patrimonio che affonda le sue radici nella storia della Ca’ Granda, l’Ospedale Maggiore di Milano (oggi Policlinico) fondato nel 1456, e di offrire uno spazio in cui sperimentare un modello integrato tra agricoltura, ambiente, paesaggio e comunità.

Un luogo in cui elementi spesso percepiti come contrapposti – produzione agricola, tutela ambientale e fruizione pubblica – trovano invece una possibilità concreta di coesistenza.

Un progetto di rigenerazione ambientale

Nel podcast viene raccontato anche il lavoro di rinaturalizzazione realizzato all’interno dell’Oasi:

  • la creazione di un lago e di una marcita
  • la piantumazione di un bosco
  • lo sviluppo di habitat dedicati alla biodiversità

Interventi della nostra Fondazione che hanno contribuito a trasformare l’area in un ecosistema complesso, capace di generare valore ambientale e al tempo stesso offrire un’esperienza diretta di contatto con la natura.

L’ascolto come esperienza di benessere

Uno degli elementi centrali del podcast è il tema dell’ecologia acustica: attraverso l’utilizzo dell’app Listen Responsibly, l’Oasi Ca’ Granda viene riconosciuta come uno spazio di equilibrio sonoro, in cui il paesaggio acustico contribuisce al benessere delle persone.

Un aspetto che rafforza ulteriormente il valore del progetto, confermandolo non solo come intervento ambientale, ma come luogo di esperienza e qualità della vita.

Un modello di valorizzazione del bene comune

La presenza dell’Oasi Ca’ Granda all’interno del podcast rappresenta un riconoscimento del valore del modello sviluppato dalla Fondazione: un approccio che, partendo dalla gestione responsabile del patrimonio, genera benefici per l’ambiente, per il territorio e per la comunità.

Un esempio concreto di come un bene donato nei secoli possa continuare a produrre valore oggi, in forme nuove e accessibili.

Il primo episodio di “Ascoltami Bene” è disponibile online.

https://talkingnat.it/serie/ascoltami-bene.html

Ascoltami Bene” è un podcast prodotto da Talking Nat in collaborazione con Amplifon.
Testi e voce narrante: Oliviero Grimaldi
Sound design: Andrea Loiacono

Per scoprire le attività all’aperto nel patrimonio della Ca’ Granda iscriviti alla newsletter.

Ca’ Granda: da 570 anni una storia di cura per tutti

Il 1° aprile 1456 nasceva la Ca’ Granda, l’Ospedale Maggiore di Milano, oggi Policlinico. Una storia che oggi continua anche grazie alla Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, che valorizza il patrimonio donato nei secoli per sostenere la cura, la ricerca e i beni culturali dell’Ospedale.

Fin dal suo inizio, infatti, la Ca’ Granda non è stata solo un luogo di assistenza, ma un modello unico: un ospedale capace di prendersi cura di tutti, senza distinzione, grazie a un patrimonio agricolo unico, uno dei più grandi d’Italia, che continua a generare valore per il bene comune.

Francesco Sforza, duca di Milano, ordina la fondazione dell’Ospedale Maggiore.

Ca’ Granda, una visione che unisce cura e comunità

La nascita dell’Ospedale Maggiore affonda le sue radici in una riforma profonda del sistema assistenziale milanese. Già nel 1448 l’arcivescovo Enrico Rampini aveva avviato un processo per unificare gli ospedali esistenti sotto un’unica amministrazione, con l’obiettivo di offrire una cura più organizzata ed efficace.

A questa visione si unisce la volontà di Francesco Sforza, che nel 1450, entrando a Milano, fece voto di costruire un grande ospedale dedicato alla Vergine Annunciata: un luogo “bellissimo, acconcio et più ornato che sia possibile“, capace di accogliere i più fragili.

Per la sua realizzazione fu coinvolto Antonio Averlino, detto il Filarete, che progettò un edificio innovativo per l’epoca, ispirato ai modelli più avanzati.

Pittore di scuola lombarda Papa Pio II consegna la bolla di fondazione dell’Ospedale Maggiore ai duchi di Milano, 1640 circa (olio su tela)

Il gesto fondativo: un dono per i più fragili

Il 1° aprile 1456 questa visione si traduce in un atto concreto: i duchi di Milano Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti donano beni e terreni per costruire un ospedale destinato ai poveri e agli ammalati.

È un passaggio fondamentale: la cura delle persone si lega fin da subito alla disponibilità di risorse dedicate, messe a disposizione per il bene comune.

Pochi giorni dopo, il 12 aprile, viene posata la prima pietra della Ca’ Granda, con una cerimonia ricca di simboli legati alla vita e alla prosperità. Nel 1458, Papa Pio II conferma ufficialmente la nascita dell’istituzione, riconoscendone il ruolo centrale nella città.

Una tradizione di donazioni che attraversa i secoli

Da quel momento, la storia della Ca’ Granda si intreccia con quella della comunità milanese. Nei secoli, accanto all’attività di cura, si sviluppa una straordinaria tradizione di donazioni: terreni agricoli, cascine, chiese e un’abbazia lasciati all’Ospedale da benefattori con un obiettivo preciso, sostenere nel tempo la cura dei più fragili.

È così che nasce uno dei più grandi patrimoni agroambientali pubblici d’Italia: un patrimonio vivo, che non è solo eredità storica, ma strumento concreto per generare valore.

Campagna di Fallavecchia (MI)

“Abbiate cura di ciò che vi iè stato donato”

Oggi la Fondazione Patrimonio Ca’ Granda è chiamata a custodire e valorizzare questo patrimonio, mantenendo vivo il legame tra terra, comunità e cura.

Attraverso la gestione sostenibile delle terre, lo sviluppo agricolo, la tutela ambientale e i progetti sociali, questo patrimonio continua a generare risorse a sostegno dell’Ospedale Policlinico di Milano, contribuendo alla ricerca, alla cura e al benessere delle persone.

Non si tratta solo di conservare un’eredità, ma di farla vivere e crescere, adattandola alle sfide del presente.

Dalla terra alla cura, per il bene di tutti

A distanza di 570 anni, il senso originario della Ca’ Granda resta lo stesso: prendersi cura delle persone.

Oggi questa cura passa anche attraverso la valorizzazione di ciò che è stato donato, perché possa continuare a generare benefici per la collettività.

Il motto della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, “abbiate cura di ciò che vi è stato donato”, non è solo un principio, ma una responsabilità che attraversa i secoli fino ad oggi.

E che continua, ogni giorno, a trasformare un patrimonio in valore per tutti.

Scopri di più sul nostro sostegno al Policlinico

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La Ca’ Granda si vive Outdoor

Con la primavera ripartono gli appuntamenti Ca’ Granda Outdoor che con escursioni in natura, attività nelle fattorie didattiche, sport all’aperto, lucciolate, birdwatching e serate tra cultura, cibo e convivialità, offrono tantissime occasioni per scoprire e vivere le campagne della Ca’ Granda.

Ogni fine settimana vengono proposte iniziative rivolte a grandi e piccoli, per famiglie o gruppi da parte di guide escursionistiche ambientali, agricoltori, educatori e professionisti che sono grandi conoscitori e, soprattutto, amanti del territorio, in grado non solo di trasmettere tante preziose conoscenze ma far comprendere il valore del patrimonio naturale e della bellezza di goderne.

Impollinatori al lavoro – Foto: Giovanni Colombo

Il primo appuntamento è sabato 14 marzo con In cammino verso la primavera, un’escursione che parte da Morimondo per andare alla scoperta del paesaggio unico della Valle del Ticino e di tutta la sua ricchezza di storia e biodiversità. Inoltrarsi in queste terre che appartengono alla Ca’ Granda da secoli è un viaggio nel tempo e nella vita che si risveglia: i primi fiori di campo, i canti degli uccelli, la preparazione per le nuove semine.

Raccolta delle fragole – Foto: Filippo Tramelli

Il 14 e 15 marzo, all’Abbazia di Mirasole si inaugura la mostra Humilis Lana, sulla storia delle fibre tessili naturali del nostro territorio, con una visita guidata e il bellissimo laboratorio per piccoli e grandi Il filo magico, tra racconti ad alta voce e la creazione di bambole con i fili di lana colorata.

E poi, dal 2 aprile il campus di Pasqua allOasi Ca’ Granda per i bambini che durante le vacanze potranno trascorrere giornate all’aperto tra la scoperta della biodiversità e il lavoro nell’orto, per conoscere la natura e imparare divertendosi.

Percorsi tra le cascine – Foto: Daniela De Rosa

Gli appuntamenti vi accompagneranno fino all’estate, con i pomeriggi tra le libellule a caccia e le imperdibili notti a caccia di lucciole e ancora le visite guidate all’Abbazia di Mirasole con un suggestivo aperitivo al tramonto. E per chi preferisce esplorare questi luoghi in autonomia, in bici o a piedi, si possono trovare tanti suggerimenti di itinerari, agriturismi in cui pranzare, cascine in cui fare una spesa a km zero e molto altro.

Foto: Abbazia di Mirasole

Per saperne di più:

Il calendario degli appuntamenti Ca’ Granda Outdoor

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Un nuovo anno per la biodiversità nelle terre della Ca’ Granda

Anche nel 2025 nelle terre della Ca’ Granda abbiamo proseguito il monitoraggio della fauna, verificando in campo la presenza di uccelli, anfibi e insetti. Un lavoro che si è svolto con diverse uscite tra la primavera e l’autunno e ha permesso di raccogliere dati preziosi sullo stato di salute degli ecosistemi e sugli effetti dei cambiamenti ambientali, tra cui quelli positivi che ci attendiamo dove siamo intervenuti in questi anni per ripristinare gli habitat naturali.

L’Oasi Ca’ Granda. Foto: Giovanni Colombo

Grazie a questi monitoraggi è possibile osservare se gli animali si stanno adattando ai nuovi habitat, se nuove specie colonizzano un’area o se emergono criticità, come la riduzione delle popolazioni o l’arrivo di specie invasive.

All’Oasi Ca’ Granda di Milano ad esempio è ormai chiaro come il lago, con i piccoli stagni circostanti, sia un fattore di attrazione chiave per gli uccelli: abbiamo recensito 10 nuove specie rispetto all’anno scorso tra cui il Corriere piccolo. Complessivamente all’Oasi Ca’ Granda, tra anfibi, uccelli e insetti sono presenti oltre 100 specie.

Corriere piccolo. Foto: Giovanni Colombo

L’acqua sempre presente permette non solo la sosta dei migratori, ma anche la nidificazione e per gli anfibi, poi, è fondamentale per la riproduzione.

Raganella. Foto: Giovanni Colombo

Gli ambienti rinaturalizzati hanno bisogno di tempo per maturare e arricchirsi della presenza di nuove specie. Nell’area di Locate di Triulzi, lungo il Lambro, quest’anno è stato avvistato il Nibbio reale, una specie minacciata. I rapaci, al vertice della catena alimentare, ci raccontano di un ambiente ricco di prede perché adatto ad ospitare una grande varietà di specie, tra cui piccoli mammiferi, rettili e anfibi.

Nibbio reale. Foto: Giovanni Colombo

A Fallavecchia, frazione di Morimondo (MI), quest’anno ha nidificato l’Upupa, un uccello sempre più raro che ha deposto le sue uova in un buco del tronco di un vecchio salice. L’habitat prediletto da questa specie è una campagna ricca di ambienti diversi come prati, campi aperti e filari alberati. Proprio la presenza di fasce alberate, con piante vetuste e i giovani salici messi a dimora, insieme a pioppi e tigli assicurerà un rifugio a questi uccelli anche in futuro.

I nostri monitoraggi si concentrano su uccelli, insetti e anfibi, ma non mancano gli incontri con i mammiferi. Uno dei frequentatori delle terre della Ca’ Granda ha lasciato traccia del suo passaggio, si tratta del tasso. La presenza del tasso arricchisce l’ecosistema in termini di biodiversità, equilibrio ecologico e qualità ambientale: è un mesopredatore e ci dice che quell’ecosistema è ricco, equilibrato e funzionale.

Impronta di tasso. Foto: Giovanni Colombo

Gli habitat che abbiamo ricreata si rafforzeranno col tempo offrendo rifugio e cibo in modo stabile alle specie che vi si insediano e diventando più resistenti agli stress ambientali (ad esempio i periodi di siccità estrema).

Nei prossimi anni ci attendiamo in particolare una maggiore presenza di specie legate agli ambienti arbustivi, che si stanno pian piano accrescendo: con il graduale sviluppo e infittimento della vegetazione, infatti, questi habitat avranno le caratteristiche adatte alla nidificazione, all’alimentazione e alla sosta di numerose specie di uccelli, sia stanziali sia migratori.

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Ambrogino D’Oro 2025 al Presidente Marco Giachetti

Emozione e orgoglio hanno accompagnato la consegna dell’Ambrogino d’Oro a Marco Giachetti, presidente dell’Ospedale Policlinico di Milano e della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda. Il conferimento della massima benemerenza civica del Comune di Milano rappresenta un riconoscimento prestigioso a una visione capace di unire servizio pubblico, cultura, territorio e sostenibilità.

A sottolineare il valore di questo impegno è la motivazione ufficiale contenuta nell’Attestato:

Dal 2016 alla presidenza della Fondazione Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, interpreta il suo ruolo con generosità e competenza, coniugando senso pratico, spirito di servizio e sensibilità. Con sguardo esperto di architetto, guida il processo di realizzazione del nuovo nosocomio, un’opera visionaria e unica nella sua capacità di rigenerare il territorio sotto i profili urbano e sociale. Si deve anche al suo amore per la cultura, l’apertura al pubblico, nel 2019, del museo dedicato ai Tesori della Ca’ Granda, che raccoglie sei secoli di beneficenza milanese, mantenendo intatto il filo che unisce il patrimonio e la storia della medicina, di cui il Policlinico continua a essere un faro indiscusso. La determinazione nel guidare sfide anche complesse e il coinvolgimento delle Associazioni del territorio ne fanno una figura di riferimento“.

Un riconoscimento che include anche il prezioso contributo alla nostra Fondazione per la tutela e valorizzazione degli 8.500 ettari di terreni agricoli donati nei secoli alla Ca’ Granda. Un patrimonio pubblico unico in Italia che continua a generare valore per la collettività.

Al presidente Marco Giachetti vanno le congratulazioni più sentite da parte della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda per un’onorificenza che riconosce dedizione, visione e un profondo senso di responsabilità verso il bene comune.