• Un Patrimonio per la Ricerca, dai piloti dei jet nuove cure contro le malattie

Da una ricerca rivoluzionaria sui piloti dei jet supersonici nuove terapie per combattere malattie gravi, migliorando la vita di migliaia di pazienti: medicina rigenerativa, ricerca contro l’invecchiamento, terapie cellulari e tecnologie biomediche per il trattamento delle lesioni neurologiche gravi sono solo alcuni degli ambiti di applicazione del progetto finanziato dalla Fondazione Patrimonio Ca’ Granda all’interno del bando della Direzione Scientifica del Policlinico di Milano.

Lo studio si chiama “TORNADO: Omics Techniques and Neural Networks for the development of predictive risk models” e si colloca dentro un accordo quadro siglato tra l’ospedale, l’Università degli Studi di Milano e l’Aeronautica Militare Italiana.

Un progetto di ricerca davvero all’avanguardia che potrà far compiere importanti passi avanti nel campo della medicina preventiva e terapeutica, grazie allo studio della vita, delle abitudini e della genetica dei piloti dell’Aeronautica Militare.

Allo studio, coordinato dal prof. Marco Locatelli, direttore della neurochirurgia del Policlinico di Milano, lavora il dott. Giovanni Marfia, ricercatore dell’ospedale milanese e ufficiale medico dell’Aeronautica Militare.

Dott. Marfia, in cosa consiste questo progetto?

Questo progetto unico in Italia, nato dall’accordo tra queste tre grandi istituzioni del nostro Paese, consiste nello studiare una popolazione estremamente omogenea che è quella dei piloti ad alte prestazioni dell’Aeronautica Militare al fine di sviluppare uno strumento tecnologico di ultima generazione che consentirà di raccogliere diversi dati (clinici, abitudini familiari, sequenza di tutti i geni) dei piloti e grazie a queste informazioni sviluppare un modello personalizzato di rischio per prevenire diverse malattie.

Quali potrebbero essere le ricadute di questo studio sulle persone?

Questo progetto avrà delle ricadute importanti per il Sistema Sanitario perché la tecnologia sviluppata dal Ministero della Difesa, in collaborazione con un ente di ricerca come il Policlinico, potrà essere trasferita da una popolazione omogenea e “supersana”, come i piloti oggetto dello studio, ai pazienti che quotidianamente vengono curati presso l’ospedale. Svilupperemo infatti questo strumento tecnologico dotato di intelligenza artificiale che potrà rielaborare tutti i dati acquisiti dai piloti.

Questo modello potrà essere applicato a ciascun paziente, sviluppando terapie di medicina di precisione personalizzata, andando a individuare i marcatori azionabili di rischio di ciascun individuo nello sviluppare alcune patologie e a intervenire prima che la patologia si manifesti.

Di quali malattie stiamo parlando nello specifico?

Stiamo parlando ad esempio di tutte le patologie legate alla degenerazione del sistema osteoarticolare come la colonna vertebrale, le patologie cardiovascolari, le malattie neurodegenerative. Questo progetto alla fine dei due anni consentirà di trasferire questo modello a tutti i pazienti.

Cosa ne pensa del contributo della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda alla ricerca del Policlinico?

La Fondazione Patrimonio Ca’ Granda valorizza il patrimonio rurale della storia di secoli e di lasciti di importanti famiglie milanesi valorizzandone i profitti per potenziare l’attività di ricerca. Questo consente di svolgere attività che tutti i giorni riusciamo a portare avanti grazie a questo importante contributo che ci porta ad aumentare tantissimo i risultati della ricerca, la produttività scientifica e il trasferimento tecnologico verso le unità operative cliniche a cui afferiamo. Questo si traduce infine in un migliore approccio di cura e di attenzione verso il paziente.

Prof. Locatelli come vede la Fondazione Patrimonio Ca’ Granda e il suo ruolo nell’ospedale?

Il ruolo della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda è essenziale perché senza il vostro supporto non esisterebbe gran parte del lavoro che viene fatto nel nostro laboratorio. Inoltre è riuscita a valorizzare il patrimonio rurale dell’ospedale che è qualcosa di vivo e reale della nostra grande Regione.