• La Ca’ Granda, un capitale naturale

Il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato il 6° Rapporto sullo stato del Capitale Naturale in Italia che mette in evidenza come la natura, e cioè l’insieme di tutti gli organismi viventi, dell’aria, dell’acqua e delle risorse che ci offre, sia alla base del nostro benessere e per questo abbia un inequivocabile valore, anche economico.

I servizi ecosistemici che la natura ci fornisce sono essenziali alla vita: deteriorarli o peggio perderli è un rischio perché le funzioni a cui assolvono sono difficilmente se non impossibili da sostituire, basti pensare alla salute dei suoli o all’impollinazione fondamentali per l’agricoltura.

Impollinatori al lavoro – Foto: Giovanni Colombo

Nel nostro Paese ci sono ben 58 ecosistemi a rischio e sono sottoposte a pressione il 43% delle aree caratterizzate da ecosistemi naturali e seminaturali, per questo lo sforzo di interrompere la perdita di natura e anzi di ripristinarla deve essere di tutti:

“la nostra deve essere la prima generazione che lascia i sistemi naturali e la biodiversità in uno stato migliore di quello che ha ereditato”

Tra i progetti inclusi nel rapporto c’è la nostra Rete Ecologica Ca’ Granda: un grande intervento per rigenerare il capitale naturale con cui sono stati creati habitat e connessioni ecologiche indispensabili alla biodiversità e ai servizi ecosistemici.

Giovani alberi e campi fioriti all’Oasi Ca’ Granda – Foto: Valentina Sergi

Cuore del progetto è l’Oasi Ca’ Granda a Milano: un esteso podere che fino a pochi anni fa ospitava risaie oggi è arricchito di aree umide, prati fioriti, siepi, arbusti e alberi che ospitano uccelli, insetti, anfibi.

Un ambiente che ha conservato anche la sua storica vocazione agricola con un grande orto e un frutteto e che accoglie scuole e famiglie, in cui si apprende e in cui si può trascorre il tempo libero. Insomma, un simbolo dei tantissimi benefici che investire nella natura porta alle nostre comunità.

Riso grezzo – Foto: Irma Piccitto

Gli strumenti attuali permettono di valutare lo stato del nostro capitale naturale e ci offrono le indicazioni per investire nella sua tutela, perché necessario e lungimirante ma anche economicamente sostenibile.

Per assicurarci in futuro i benefici del capitale naturale dobbiamo salvaguardare le condizioni che li rendono possibili e quindi arrestare la perdita di biodiversità e scongiurare il collasso degli ecosistemi, puntando ad un sempre maggiore equilibrio tra le attività umane e i sistemi naturali.

Cicogna bianca – Foto: Giovanni Colombo

 

Per approfondire:

Il sesto Rapporto sullo stato del capitale naturale in Italia

Il Manifesto del capitale naturale

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