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L’Ospedale Maggiore di Milano, oggi Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, è dedicato all’Annunciata poichè si tramanda che Francesco Sforza, entrando vittorioso in Milano il 25 marzo 1450, giorno dell’Annunciazione, abbia fatto voto di dedicare un’istituzione benefica alla Vergine. Già nel 1465, lo stemma fu semplificato nella sola colomba dello Spirito Santo, non tanto per la necessità di ridurre in un solo simbolo, quanto piuttosto per richiamare l’insegna viscontea – evidentemente cara a Bianca Maria Visconti, figlia dell’ultimo duca dei Visconti e consorte di Francesco Sforza – della tortora nel sole radiante.

Nei secoli il disegno subì numerose variazioni, assecondando lo stile dei diversi periodi: ora in volo ad ali spiegate; ora posata, volta a destra o a sinistra; spesso con la scritta “Ave gratia plena” fra gli artigli e, talvolta, anche nel becco.

Nel 1927 il Consiglio ospedaliero nominò un’apposita commissione che, partendo dallo studio storico delle insegne succedutesi, proponesse un’insegna ufficiale. Nel 1932 Pio Pecchiai, archivista emerito dell’ospedale e membro della suddetta commissione, firmò la relazione conclusiva dove il simbolo ufficiale dell’ente fu così descritto: «scudo d’azzurro avente al centro una raggiera d’oro (sole araldico) caricato d’una rosa o ruota di fiamme di rosso, caricata questa a sua volta della colomba di bianco, sorante [nell’atto di spiccare il volo], in profilo, volta a destra, tenente cogli unghioli e col becco una cartella col motto “Ave gratia plena”: caricato lo scudo della corona ducale [a richiamo delle prerogative feudali dell’ospedale]». Visto che non risultano raffigurazioni antiche a colori della colomba ospedaliera, il Pecchiai si approssimò ancora una volta all’insegna araldica viscontea.

Proprio in base a tale descrizione iconografica, tra il 1934 e il 1935, furono realizzate, al prezzo di 30 Lire ciascuna, 20 stemmi in maiolica, da apporre all’esterno delle principali proprietà dell’ospedale, quali gli edifici “cielo terra” e i poderi più rilevanti. Tuttavia, tutti i possedimenti dell’ospedale risultavano contrassegnati dallo stemma, perché – come scrive nel 1932 l’archivista Bascapè: «Circa un secolo fa l’Amministrazione Ospitaliera decise di far dipingere sulle case di campagna di sua proprietà l’emblema della colomba, e adottò due modelli: l’uno col campo di rosso, l’altro d’azzurro».

Dei 20 stemmi in maiolica realizzati negli anni 30, uno è conservato presso il Palazzo Uffici della Fondazione IRCCS. Alcuni sono ancora affissi fuori dalle proprietà.